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Economia, Giochi

Gioco d’azzardo, Mollica: ludopatia una delle nuove povertà

Il consigliere regionale della Basilicata ad un incontro a Venosa su gap e impatto sui giovani e famiglie
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

L’effetto negativo del gioco d’azzardo patologico sui giovani e le famiglie: questo il tema dell’incontro svoltosi a Venosa, presso l’Istituto di istruzione superiore “Ernesto Battaglini” e che ha visto la presenza di Andrea Costantino, autore del libro “Ludopatia. La debolezza della volontà”, Luisa Rubino, presidente A.Ge Basilicata, Giusi Pietrafesa, psicologa e psicoterapeuta, Francesco Mollica, consigliere regionale della Basilicata.
Un progetto voluto dal Consiglio regionale in collaborazione con le scuole e tutti gli attori di una lotta per certi versi immane che vede la Basilicata, purtroppo, primeggiare nel fenomeno della ludopatia.

La presidente dell’A.Ge Basilicata, l’Associazione genitori Basilicata, Luisa Rubino, ha presentato il progetto contro il Gioco d’azzardo patologico “Gioca Ascolta Previeni – Vincere la ludopatia è un gioco da ragazzi!” ed ha ribadito la collaborazione con il Consiglio regionale per portare la ‘voce’ nelle scuole. Luisa Rubino ha sottolineato che “la Regione Basilicata ha visto incrementare in negativo il numero dei giovani che praticano il gioco d’azzardo patologico, con l’assenso dello Stato che ha l’esclusiva nell’offerta e, dunque, grande responsabilità nella prevalenza del ‘patos’ sul ‘ludus’. Si cerca di farlo passare per ‘gioco pubblico’ e solo l’articolo 721 del Codice penale definisce esaustivamente il gioco d’azzardo, cogliendo l’elemento soggettivo, l’individuo che decide di praticarlo, e l’elemento oggettivo, la sorte, il caso. La ludopatia – ha specificato Rubino – si insinua in modo silente attraverso modalità apparentemente normali e gli artefici del danno, Stato, monopoli, concessionari, esercenti, aziende e gestori non sono imputabili in presenza della rovina non solo economica del giocatore. Utilizzate tutta una serie di locuzioni e di artifizi linguistici per evitare la parola ‘azzardo’. Non vi è – ha esplicitato Luisa Rubino – una specifica normativa comunitaria sul gioco d’azzardo. Nel 2015 la commissione europea ha adottato una raccomandazione sui servizi di gioco on-line che incoraggia gli Stati membri a realizzare un livello elevato di protezione per i consumatori, gli utenti e i minori grazie all’adozione di principi relativi ai servizi di gioco d’azzardo on- line ed alla pubblicità e sponsorizzazione responsabile di tali servizi. Per quanto concerne la legislazione italiana si registrano ripetuti interventi sulla ludopatia da parte del Parlamento, fondati sull’esigenza di tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica, di contrastare il crimine organizzato, considerando la stretta colleganza all’usura ed al riciclaggio. La legislazione regionale vede specifici provvedimenti adottati dalle singole Regioni, la normativa della Basilicata contempla la legge regionale del 27 ottobre 2014, n. 30 ‘Misure per il contrasto e la diffusione del gioco d’azzardo patologico’ con le successive rivisitazioni. Importanti l’articolo 6 in merito all’Apertura ed esercizio dell’attività e l’articolo 8 sulla riduzione dell’aliquota Irap per gli esercizi che decidono di rinunciare alla famigerate ‘macchinette’”.

La psicologa e psicoterapeuta, Giusi Pietrafesa, ha illustrato i risultati di una analisi approfondita del fenomeno e quelli di un questionario sottoposto ai ragazzi prima di partire con le ‘lezioni’ nelle scuole. Emerso, in ispecial modo, il ‘disturbo del controllo degli impulsi’. Un comportamento persistente e dipendenza senza sostanza (alcol o droghe), stati arretrati di conoscenza nella mente del giocatore e questo diviene dipendenza. Rincorrere la perdita, dissesto finanziario. Ci si rende conto di non riuscire a vincere ma subentra la dipendenza. Gli atteggiamenti: bisogno di aumentare la posta in gioco, incontrollabilità, deterioramento dei rapporti. “L’88 per cento dei ragazzi – ha riferito Giusi Pietrafesa – gioca dalle 3 alle 6 volte al mese e 6 ragazzi su cento per più di dieci volte. I giochi sono legati all’età. Si inizia ad 11 anni, nell’età della fanciullezza, con il gratta e vinci, per poi passare alle scommesse sportive che richiedono una conoscenza del settore ed una buona dose di agonismo, questo a partire dai 13 – 14 anni. Giocano di più i ragazzi, ma le ragazze reggono bene il confronto ed il 70 per cento gioca al gratta e vinci. La spinta forte è data dall’imitazione degli adulti e l’80 per cento gioca on – line. Sono tante, molte le ore in cui si resta connessi alla rete, l’intero pomeriggio. Qui – ha concluso Giusi Pietrafesa – diviene di importanza capitale il ruolo delle famiglie nell’ambito della prevenzione”.

Nel chiudere i lavori, il consigliere regionale Francesco Mollica, ha sottolineato come “sia importante il ruolo di ogni soggetto e associazione sociale per debellare quello che è diventato un problema di gravissima rilevanza ed è da tener presente nell’ambito della rete che si va costruendo il ruolo della Chiesa. Come Consiglio regionale abbiamo inteso mettere in campo il progetto per la prevenzione e la lotta al gioco d’azzardo patologico, in collaborazione con le scuole e vogliamo proseguire su questa strada avendo esaurito solo il primo step di un programma più esauriente e complessivo. Per la lotta alla ludopatia – ha specificato Mollica – è stato fondamentale un primo incontro voluto dalla Caritas a Tricarico, lo scorso aprile, che ha portato anche alla ferma volontà di ribadire con forza i contenuti della legge regionale 30 del 2014 e che ha sicuramente bisogno di ulteriori aggiornamenti e rivisitazioni tenendo ben presente l’importanza dell’art.5 che parla di una nuova informazione sanitaria laddove esistono i luoghi per il gioco d’azzardo. I dati raccolti in questi anni in merito al fenomeno in Basilicata sono davvero raccapriccianti e i numeri dimostrano come il Gap rappresenti la terza industria italiana per fatturato. Occorre, quindi continuare il progetto partendo proprio dai risultati e dai veri report che incoraggiano ad andare avanti in sinergia con i vari attori operanti sul territorio. La Regione Basilicata prevede un finanziamento di mezzo milione di euro da dividere per le due province, finanziamento fino ad ora servito essenzialmente alla cura. Diviene altresì fondamentale il momento della prevenzione e in questo riveste un ruolo importante l’intera società”.

“Non bisogna arrendersi – ha rimarcato Mollica – ma rafforzare la rete di relazioni ed il rapporto tra scuola, famiglia e ragazzi e istituzioni che non devono mai esimersi dal compiere fino in fondo il proprio dovere. Tre sono i problemi essenziali: quello etico che vede una platea numerosa di giocatori in Basilicata, quello politico che riguarda il problema della povertà causata dal gioco d’azzardo e che purtroppo conduce a migrazioni di massa, quello economico che consiste nel germi della povertà che si mutano in episodi di rivolta. Fondamentale la fondazione dell’Osservatorio regionale stabilito con la legge del 2014 ed il Programma “Guadagnare Salute Basilicata”. Il decreto Balduzzi, inoltre, ha riconosciuto l’importanza di inserire la ludopatia tra le dipendenze trattate dai Livelli essenziali di assistenza (Lea) con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cure e riabilitazione rivolte alle persone affette da patologie di gioco compulsivo. Oltre alla stretta connessione in rete, divengono essenziali le azioni di informazione e di inversione di tendenza con una sola ed importante preoccupazione, quella che tutti siano interessati a debellare il fenomeno senza scaricare colpa alcuna”. “Le persone giungono sempre al momento giusto nel luogo in cui sono attese”, è con questa frase di Paulo Coelho che il consigliere ha concluso il suo intervento.

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