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Economia, Giochi

Dalla Pria (Sapar): “Vero problema per minori non sono le AWP ma l’online”

Il vicepresidente dell'associazione Servizi pubbliche attrazioni ricreative contesta le tesi di D'Anna (gruppo Fucsia) sul facile accesso delle fasce più giovani alle slot machine
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

“Concordo con il coordinatore D’Anna relativamente alla necessità di una norma nazionale in materia di gioco, sulla mancanza di dialogo tra le amministrazioni locali, tra amministrazioni e operatori del settore e sulla pericolosità dei giochi online, fruibili ovunque, in qualsiasi momento e di facile accesso per i minori. È la rete virtuale il territorio fuori controllo, perché invece la rete fisica è presidiata dagli operatori del settore che vietano l’utilizzo degli apparecchi ai minori di anni 18”. Così Paolo Dalla Pria, vice presidente dell’Associazione Nazionale Sapar (servizi pubbliche attrazioni ricreative), che raduna oltre 1700 aziende di gestione, produzione e costruzione di apparecchi da intrattenimento, commentando le dichiarazioni di Paolino D’Anna, coordinatore del gruppo Fucsia a Mira, pubblicate il 16 maggio dal Gazzettino di Mestre e Venezia nell’articolo a firma di Luisa Giantin dal titolo “Sale da gioco, orari ‘fai da te’. “‘Devono essere uniformati’”.

“Secondo D’Anna gli adolescenti passerebbero ore davanti alle slot machine – prosegue Dalla Pria – eventualità impossibile visto che il gioco è vietato ai minori e ci sono esercenti e operatori di sala che monitorano costantemente gli accessi agli apparecchi. E ciò è dimostrato anche dai recenti studi del CNR che confermano l’attitudine degli adolescenti a giocare ai Gratta&Vinci e alle scommesse sportive”. Conclude quindi il vice presidente Sapar: ”Se si intende tutelare il giocatore potenzialmente patologico, non è questa la strada corretta. È necessario un approccio culturale diverso, che si realizza attraverso le attività di formazione e informazione dei gestori ed esercenti di locali e sale da gioco e attraverso la collaborazione delle istituzioni con le associazioni di categoria. L’educazione al gioco sano e lecito non è più procrastinabile: serve una normativa nazionale che riequilibri tutto il gioco”.

 

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