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Politica, Pd e governo

Calenda all’attacco: “Mobilitarsi contro M5S-Lega anziché guardarsi l’ombelico”

L'Italia è a rischio. Anche gli altri partiti e le forze economiche, produttive e sindacali devono muoversi. Confindustria non può tacere"
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, prova a scuotere il Pd dal torpore con un’intervista arrembante rilasciata al “Foglio”. “Il Pd dovrebbe immediatamente smetterla di parlare di renziani e antirenziani”, dice Calenda, “esterrefatto e molto preoccupato” dalla deriva democrat. ” Dovremmo cancellare l’assemblea, dovremmo evitare altri dibattiti ombelicali, e organizzare subito una mobilitazione delle forze sociali del paese per difendere la collocazione europea dell’Italia. Qui siamo oltre la differenza tra programmi politici. Lega e Cinque stelle – denuncia il ministro neoiscritto al Pd – sono usciti allo scoperto con un programma che nega alla radice la collocazione internazionale dell’Italia, un progetto che stravolge il funzionamento delle istituzioni democratiche. Stiamo parlando della storia e dei valori del nostro paese”.

Per Calenda, il Pd deve farsi”forza attiva per mobilitare i partiti, anche gli altri, e poi le forze economiche, produttive e sindacali. L’argine a questa deriva pericolosissima deve arrivare dall’interno del paese, non da fuori. Dobbiamo reagire noi. Adesso”. A giudizio dell’esponente del governo uscente, “non è possibile che alle 18 del giorno dopo, passate quasi ventiquattro ore dall’aver letto la bozza del famigerato contratto di governo, ancora la Confindustria non abbia detto mezza parola”. Il testo concordato da M5S e Lega ” dimostra che loro sono disposti a uno scontro frontale con l’Unione e persino a ipotizzare la nostra uscita dalla moneta unica. E inoltre rivela un grado di impreparazione mai visto prima. Da provocare i brividi”.

M5S e Lega, accusa ancora Calenda,  “riescono a dire, contemporaneamente, che bisogna tornare a prima della legge Fornero, che si deve fare il reddito di cittadinanza e la flat tax, e tutto questo con la cancellazione da parte della Bce di 250 miliardi di euro di debiti e la revisione dei trattati europei. Sono delle fesserie incredibili, fuori scala comparativa. E pensano serenamente di poterle dire, mentre vanno al governo del paese, nel silenzio più assoluto della politica e della società civile. Inoltre ci dicono che avremo un presidente del Consiglio meramente ‘esecutore’ e un ‘comitato di conciliazione’ che è un istituto in nessun modo previsto nel nostro ordinamento. E tutto questo si verifica soltanto dopo l’approvazione, non del presidente della Repubblica, ma del voto elettronico di una piattaforma digitale chiamata Rousseau che è una proprietà privata di un signore che si chiama Casaleggio”.

Calenda ha il “fondato sospetto” che Salvini e Di Maio ” non abbiano nemmeno intenzione di governare, ma soltanto di fare a cazzotti con l’Europa, creare un po’ di consenso e tornare a votare”. Invece il Pd palesa “la tendenza a trattare questi signori come dei simpatici dilettanti. Come se non si preparassero invece a governare un grande paese del G7 con molte fragilità, un paese con un debito enorme, debilitato dalla crisi, e in una posizione geografica di confine dell’Europa”. La chiamata finale di Calenda è tranciante: “L’Italia non è un paese pronto per un altro choc come quello del 2008-2011. Abbiamo già perso un quarto della nostra base manifatturiera e ci stiamo appena riprendendo. Se avremo un governo che torna indietro, se non saremo in grado di esprimere una visione razionale di come cambiare l’Europa, allora l’Italia è a rischio. E bisogna dirlo”. Per quanto riguarda il Pd, naturalmente la prima mossa “tocca a Martina, che è il segretario reggente”.

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