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Politica, Governo e mercati

Spread in rialzo dopo le indiscrezioni sul contratto M5S-Lega, il Pd attacca

Anzaldi: "Rischio catastrofe, Salvini-Di Maio si impegnino su debito". Boccia: "Il problema non sono gli eurocrati ma gli investitori"
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Il calo in avvio di seduta della Borsa di Milano e il rialzo dello spread  tra titoli decennali italiani e tedeschi, all’indomani delle indiscrezioni (in parte smentite) sul contratto di governo tra M5S e Lega, vivacizzano il dibattito politico. A metà mattina il differenziale di rendimento ha superato i 140 punti, mentre il tasso del Btp decennale è oltre il 2 per cento. Il differenziale arriva a toccare quota 150, poi ripiega su 145 punti. Il Pd va subito all’attacco: “La pericolosa impennata dello spread, arrivato a +7 in pochi minuti dall’apertura, sta causando gravissimi danni al nostro Paese e rischia di diventare un’ecatombe per i risparmi degli italiani e per i loro mutui, oggi ai tassi più bassi di sempre, tornando ai tempi della minaccia bancarotta di sette anni fa”, scrive su Facebook il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi. Per l’esponente democrat, le due forze politiche impegnate nella formazione di un esecutivo devono trarre le conseguenze: “Salvini e Di Maio ritirino immediatamente con un impegno scritto la minaccia di non pagare il debito pubblico italiano, unita all’intenzione di uscire dall’euro e alle barzellette di Grillo su referendum e doppia moneta”. Sempre secondo Anzaldi, “la volontà di non pagare 250 miliardi di euro di debito può causare l’immediato ritiro di tutti gli investitori internazionali, che come scrive il ‘Corriere della sera’ potrebbero decidere di vendere all’istante 700 miliardi del nostro debito pubblico. Una catastrofe che – avverte ancora il deputato dem – getterebbe al vento anni di sacrifici degli italiani e ci proietterebbe in uno scenario drammatico di tracollo finanziario dell’intero Paese”. 

Lasciando Montecitorio dopo l’esame del Def, il capogruppo Pd in Commissione speciale, Francesco Boccia, rincara la dose: “Non sono gli eurocrati a comprare il nostro debito a fine mese ma investitori internazionali, fondi pensione americani, tedeschi e di tanti altri Paesi. Chi investe sull’Italia cerca solo di capire il grado di credibilità di chi si appresta a governare. Sarebbe consigliabile più prudenza nelle dichiarazioni pubbliche, soprattutto – è il monito di Boccia – dai leader dei partiti le cui parole possono determinare una maggiore o minore propensione a investire sul nostro Paese, a partire dal debito. Non vorrei che, presi dalla foga di chiudere l’accordo di governo Lega e M5S, minimizzino gli effetti delle loro valutazioni.

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