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Esteri

Kenya, nuova controversa legge contro criminalità informatica e fake news

La legge sta suscitando inquietudini fra giornalisti, blogger e attivisti per la libertà di stampa in quanto consentirebbe alle autorità di mettere troppo facilmente a tacere le voci meno allineate
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino/MAP
di Velino International

Il presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, ha promulgato oggi una nuova legge sulla criminalità informatica volta principalmente a combattere la diffusione delle fake news. Tale controversa legge prevede pesanti ammende e pene detentive, in particolare per i reati di pirateria informatica, frode informatica, falsificazione di dati e spionaggio informatico. Secondo quanto riferiscono i media locali, i blogger e gli attivisti per la libertà di stampa hanno espresso preoccupazione per un articolo in particolare della legge, che prevede una multa di 50 mila dollari e/o due anni di carcere per aver pubblicato “dati falsi, fuorvianti o fittizi”. Da parte sua, il Comitato per la protezione dei giornalisti aveva chiesto al presidente Kenyatta di non emanare questa legge, spiegando che il testo “consente troppo facilmente alle autorità di mettere a tacere i giornalisti che le disapprovano”. La legge stabilisce inoltre che chiunque si renda colpevole di diffondere informazioni false “intese a creare o provocare panico, caos o violenza”, o “suscettibili di danneggiare la reputazione di una persona”, è punito con una multa di 50 mila dollari o con dieci anni di reclusione.

Une nouvelle loi sur la cybercriminalité visant essentiellement à lutter contre la propagation des “fake news” (fausses nouvelles), a été promulguée, mercredi, par le président kényan, Uhuru Kenyatta. Cette loi “controversée” prévoit d’importantes amendes et des peines de prison notamment pour piratage informatique, fraudes sur ordinateur, falsification de données et cyber-espionnage. D’après des médias locaux, des blogueurs et défenseurs de la liberté de la presse ont exprimé leur préoccupation à l’égard d’un article de la loi, qui prévoit une amende de 50.000 dollars et/ou deux ans de prison pour la publication de “données fausses, trompeuses ou fictives”. De son côté, le Comité pour la protection des journalistes (CPJ) avait appelé le président Kenyatta à ne pas promulguer cette loi, expliquant que le texte permettait “trop facilement aux autorités de faire taire les journalistes qui leur déplaisent”. La loi stipule aussi que toute personne reconnue coupable d’avoir diffusé de fausses informations “destinées à créer, ou ayant pour résultat, la panique, le chaos ou la violence”, ou qui “risquent de porter atteinte à la réputation d’une personne”, soit exposée à une amende de 50.000 dollars ou d’une peine de prison de 10 ans.

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