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Sudafrica, disoccupazione al livello più alto degli ultimi 15 anni

Secondo le cifre diffuse oggi dal dipartimento di statistica del governo relative al primo trimestre del 2018, il fenomeno colpisce il 26,7 per cento della popolazione attiva
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino/MAP
di Velino International

Il tasso di disoccupazione in Sudafrica resta a livelli preoccupanti. Secondo le cifre diffuse oggi dal dipartimento di statistica del governo relative al primo trimestre del 2018, il fenomeno colpisce il 26,7 per cento della popolazione attiva. Si tratta del livello più alto raggiunto negli ultimi 15 anni. Questa cifra si inserisce in un contesto di particolare difficoltà generato dall’arrivo al potere del presidente Cyril Ramaphosa lo scorso febbraio in sostituzione di Jacob Zuma, costretto a dimettersi a causa del suo presunto coinvolgimento in scandali politico-finanziari. L’aumento della disoccupazione in un Paese ritenuto fra i più industrializzati del continente africano è il risultato di un rallentamento dell’economia che dura da quasi cinque anni. È dal 2013, infatti, che l’economia sudafricana non riesce a crescere di oltre due punti percentuali, una situazione che ne ha seriamente compromesso la capacità di generare posti di lavoro per i giovani. L’ascesa al potere di Ramaphosa aveva inizialmente rafforzato la fiducia degli investitori, favorendo così un rafforzamento della moneta locale, il rand, nei confronti delle principali valute internazionali. Secondo gli analisti, tuttavia, le cifre pubblicate di recente hanno evidenziato un indebolimento dei settori chiave dell’attività economica, in particolare l’industria manifatturiera e mineraria, una situazione che probabilmente avrà un impatto negativo sulla crescita del Pil. Per poter sperare di porre un freno alla disoccupazione, il Sudafrica avrebbe bisogno di una crescita annua di almeno cinque punti percentuali.

Le taux de chômage demeure élevé en Afrique du Sud, se situant au premier trimestre de 2018 à 26,7 pc de la population active, soit le niveau le plus élevé depuis 15 ans. Ce chiffre, publié mardi par le département gouvernemental des statistiques, intervient sur fond d’érosion de l’élan d’optimisme suscité par l’arrivée au pouvoir du président Cyril Ramaphosa en février dernier en remplacement de Jacob Zuma, acculé à la démission en raison de son implication présumée dans des scandales politico-financiers. L’aggravation du chômage dans ce pays compté parmi les plus industrialisés du continent africain est le résultat d’un ralentissement économique qui dure depuis presque cinq années. En effet, l’économie sud-africaine n’a pas pu croitre de plus de 2 pc depuis 2013, une situation qui a sérieusement entamé la capacité de cette économie à générer des emplois pour ses jeunes. L’arrivée au pouvoir de Ramaphosa avait dopé la confiance des investisseurs, favorisant par la même occasion un renforcement de la monnaie locale, le rand, face aux principales devises internationales. Cependant, des chiffres rendus publics récemment ont montré un affaiblissement des principaux secteurs de l’activité économique, en particulier les secteurs manufacturier et des mines, une situation qui ne manquera pas d’avoir un impact négatif sur la croissance du PIB, selon les analystes. L’Afrique du Sud a besoin d’une croissance annuelle d’au moins 5 pc pour espérer juguler le chômage.

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