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Economia, Giochi

Comaroli (Lega): Vietare ogni tipo di pubblicità

La deputata del Carroccio presenta una proposta di legge: Considerare la dipendenza dal gioco come quella da tabacco e alcool
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Divieto per “qualsiasi comunicazione commerciale audiovisiva e radiofonica, diretta o indiretta, che induca all’acquisto di prodotti di giochi con vincite in denaro o alla partecipazione ad attività di gioco, anche on line, comunque denominate, finalizzate alla riscossione di somme di denaro, la cui vincita sia determinata esclusivamente dal caso”. E’ quanto prevede la proposta di legge della deputata della Lega Silvana Comaroli che punta a modificare il “testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, in materia di divieto di pubblicità di giochi con vincite in denaro”. “Il 66 per cento dei disoccupati gioca d’azzardo ed è alta l’incidenza di suicidi. È tempo di considerare la dipendenza dal gioco, alla stregua della dipendenza dal tabacco o dell’alcool, come un comportamento socialmente dannoso, il cui abuso porta alla dipendenza da gioco d’azzardo, vera e propria malattia riconosciuta a livello internazionale dall’Organizzazione mondiale della sanità”, sottolinea Comaroli che aggiunge: “Se per arginare altri preoccupanti fenomeni sociali, come il fumo, si sono adottati alcuni accorgimenti riconosciuti da tutti come sacrosanti, come il divieto di pubblicità per le sigarette, è doveroso imporre per legge da parte di tutte le emittenti radiofoniche e televisive anche il divieto di qualsiasi comunicazione commerciale audiovisiva e radiofonica, diretta o indiretta, che induca all’acquisto di prodotti di giochi con vincite in denaro o alla partecipazione ad attività di gioco, quali lotterie, concorsi a premio, scommesse sportive, newlot o ad attività, anche on line, comunque denominate, finalizzate alla riscossione di somme di denaro, la cui vincita sia determinata esclusivamente dal caso”.  

Per Comaroli “non si può tollerare che le emittenti radiotelevisive perseverino nel pubblicizzare forme di gioco cosiddetto compulsivo anche perché, secondo i dati della Consulta nazionale delle fondazioni antiusura, il gioco d’azzardo è considerato la maggior causa di ricorso a debiti e/o usura in Italia e il principale costo sociale generato dall’aumento esponenziale del ricorso al gioco d’azzardo è il sovra-indebitamento familiare. Anche per questo, la dipendenza dal gioco, ludopatia, è una delle principali cause di suicidio”.

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