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Carceri, Anastasìa: “Il quesito principale resta a che titolo Guerrieri fosse in carcere”

“Perché, quando è venuta meno la custodia cautelare per cui era entrato a Regina Coeli, non è stato liberato?”
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

“La notizia delle richieste di rinvio a giudizio per il suicidio in carcere di Valerio Guerrieri aiuta a non far cadere nel dimenticatoio quella tragica morte. Ciò detto, sorprende che il pubblico ministero abbia giudicato irrilevante il fatto che il ragazzo sia stato trattenuto in carcere per più di dieci giorni senza un titolo legittimo di detenzione. Valerio, infatti, al momento del decesso avrebbe dovuto essere sottoposto a una misura di sicurezza, ma né alla custodia cautelare, né a una pena detentiva, unici titoli legittimi di trattenimento in carcere. Il quesito principale dunque resta questo: a che titolo era trattenuto in carcere? Perché, quando è venuta meno la custodia cautelare per cui era entrato a Regina Coeli, non è stato liberato? E perché tanti altri come lui, persone con problemi di salute mentale, ma né condannati né sottoposti a custodia cautelare, continuano a essere trattenuti in carcere senza un titolo legittimo di detenzione?”. Dichiara Stefano Anastasìa, Garante delle persone private della libertà della Regione Lazio.

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