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Cultura

Roma, al Piccolo Eliseo il Festival della Complessità

Due conversazioni per riflettere sulla complessità del mondo in cui viviamo
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Due lunedì, il 14 e il 21 maggio, due conversazioni per riflettere sul mondo in cui viviamo. Il Piccolo Eliseo di Roma ospita la IX edizione del Festival della complessità, prima e unica manifestazione nazionale che nasce nella convinzione che i concetti di complessità e di sistema stiano aprendo la strada a nuove concezioni della vita e della realtà. Un’occasione imperdibile per alimentare nel dibattito culturale e scientifico del nostro paese il pensiero sistemico, per diffonderlo e provare a rileggere l’esistenza in una nuova chiave interpretativa, capace di confrontarsi con l’incertezza dell’epoca in cui viviamo. Oggi sappiamo che l’universo non è un meccanismo immutabile; la terra è un unico organismo che si autoregola; la mente è un tutt’uno con il nostro corpo; una famiglia, cosi come una società consistono in una rete di molteplici relazioni. Il destino delle società e di ciascuno di noi appare dipendere da un tutto incomprensibile, un tutto in cui ogni situazione appare interconnessa a molte altre, in cui ogni problema è un “groviglio” di problemi interdipendenti che per essere affrontati richiedono l’adozione di un pensiero e di una visione sistemici che aprano a soluzioni inaspettate e sorprendenti.

Festival a Km zero, festival diffuso e libero, il Festival della Complessità vuol infrangere il monopolio della cultura di massa, alimentato dai grandi mezzi di comunicazione, attraverso il coinvolgimento di persone, associazioni, movimenti, enti locali, scuole e altri soggetti in eventi, decentrati e realizzati in molte città, che vogliono essere parte di quella rete invisibile di iniziative che nascono dalla creatività culturale del nostro paese. L’idea è che sia possibile generare localmente e capillarmente nuove idee e nuove visioni e mobilitare e valorizzare quel patrimonio di creatività e di risorse civili, scientifiche e culturali locali così capillarmente diffuso nel nostro paese. Il Festival della Complessità è autofinanziato e non ha scopi di lucro, è una sfida e una risposta alla burocratizzazione e alla speculazione culturale.

LE LOGICHE DELLA COMPLESSITÀ a cura del Festival della Complessità – Che cosa hanno in comune il mondo multipolare e la geopolitica con le professioni sanitarie e con il rapporto medico paziente? Apparentemente nulla. L’epoca in cui viviamo e i tumultuosi cambiamenti cui assistiamo, sembrano sfidare la nostra capacità di comprendere quanto accade vicino a noi e lontano da noi. È sempre più difficile pensare che sia possibile programmare con certezza il futuro del mondo in cui viviamo o che il paziente sia una macchina biologica che, qualora si guasti, uno specialista può riparare. In un’epoca in cui è sempre più difficile orientarsi, i concetti di rete e di sistema stanno aprendo la strada a nuove visioni della realtà che offrono la possibilità di comprendere la reticolare complessità che caratterizza e accomuna il mondo globale, la nostra salute e i macro e i micro fenomeni e avvenimenti che, direttamente o indirettamente, ci coinvolgono. Ecco allora questi due incontri che vogliono creare un cortocircuito logico fra i microcosmi e il macrocosmo in cui viviamo.

Lunedì 14 maggio – ore 19 VIVERE IN UN MONDO MULTIPOLARE Conversazione con Pierluigi Fagan e Elisabetta Melandri. Coordina l’incontro Valerio Eletti – In questo mondo sempre più globalizzato quanti e quali sono gli attori che davvero conducono il gioco? Quali sono le loro strategie? Che senso ha parlare di cooperazione e competizione? gli stati sono in grado d’arginare lo strapotere delle multinazionali? In un mondo interconnesso, per tentare di risolverli uno alla volta, è inutile e dannoso tentare di separare dei problemi tra loro collegati separandoli l’uno dagli altri. La globalizzazione che stiamo vivendo non è un processo indecifrabile; è un processo complesso. Se è vero che oggi riteniamo che vivremo in un mondo globalizzato sempre più interconnesso e indifferenziato, la geografia, così come la storia e la cultura di popoli e nazioni, avranno comunque un peso e un ruolo determinante nella costruzione del futuro dell’umanità.

Lunedì 21 maggio – ore 19 IO MEDICO TU PAZIENTE? UN RAPPORTO COMPLESSO Conversazione con Fulvio Forino e Franco Bifulco. Coordina l’incontro Mirella Cleri – Nell’ultimo mezzo secolo, grazie a un tumultuoso sviluppo farmacologico e tecnologico, la bio-medicina ha registrato clamorosi successi. Per dare nuove risposte a nuove esigenze, specializzazioni e servizi si sono moltiplicati. Come mai, allora, cresce l’insoddisfazione verso la medicina? Quali sono le cause della crisi del rapporto medico–paziente? Tecnologia e specializzazione stanno prevalendo su ascolto e attenzione alla persona? Per un problema complesso non ci sono ricette magiche né soluzioni semplici: forse dovremmo ricordaci che nessun paziente potrà mai essere racchiuso in una cartella clinica.

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