Did you know we have an international section? Click here to read our news in your english!
X

Accedi

Ambiente ed Energia, Ambiente

Pascoli tradizionali, Coldiretti Campania: “Sanati rischi ambientali e ingiustizie”

La Regione con Agea e Mipaaf fotografa i diritti acquisiti dal 1 gennaio 2015
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione Campania

Per le aree utilizzate dal pascolo tradizionale, e più in generale per le pratiche locali tradizionali (PLT), finalmente arriva una soluzione che dipana una incredibile matassa burocratica: tutti i diritti acquisiti per i contributi di sostegno riguarderanno le aree individuate a far data dal 1° gennaio 2015. Lo comunica Coldiretti Campania a seguito del decreto dirigenziale n. 101/2018 della Regione Campania, che arriva dopo una forte battaglia dell’organizzazione a favore degli agricoltori delle aree interne. Un provvedimento che interessa circa 30 mila ettari – pari a tre volte la superficie della città di Napoli – e oltre 3 milioni di euro di contributi di sostegno. Coldiretti Campania ha sollevato il problema, seguendolo con proposte specifiche in Regione. Non ultima l’opposizione ai decreti di inammissibilità alle istanze presentate sulla misura 2.1.1. “Indennità a favore degli agricoltori delle zone montane” del PSR 14/20, che hanno investito agricoltori in particolare nel casertano e nel salernitano. Le Regioni individuano e inviano al sistema informatico nazionale (SIAN) le aree che qualificano le superfici rientranti nelle pratiche locali tradizionali. Dal mancato riconoscimento di queste aree consegue l’esclusione di terreni, e quindi, di allevatori dai benefici. Coldiretti ha rappresentato alla Regione Campania la gravità del problema, che comporta un’ingiusta esclusione per agricoltori che tengono vive pratiche agricole dal grande valore ambientale. Se quegli agricoltori delle aree interne smettessero di presidiare le aree boschive, si moltiplicherebbero i rischi di incendio e di dissesto idrogeologico. La presenza dei pascoli in queste aree pertanto rappresenta un elemento di prevenzione, grazie al loro ruolo inestimabile di sentinelle ambientali. A seguito del progetto “refresh“, che nel 2014 aveva aggiornato il Gis (banca dati grafica), Agea aveva di fatto escluso vaste aree boschive della regione Campania dove sono in uso le pratiche locali tradizionali (PLT) legate al pascolo. Questo aggiornamento aveva generato un forte incremento delle superfici considerate non ammissibili sia alle specifiche misure del PSR Campania (211, 212, 214 azione d2) sia alla domanda unica di pagamento della PAC. Nel 2017 c’è stato un nuovo refresh, che di fatto la Regione Campania con l’ultimo decreto ha fotografato comunicandolo ad Agea e di conseguenza recuperando anche aree che avevano perso l’ammissibilità al premio. Soddisfazione per il provvedimento è stata espressa dal presidente di Coldiretti Campania Gennarino Masiello e dal direttore regionale Salvatore Loffreda, che sottolineano il grande valore per il territorio che il confronto tra gli uffici regionali e i centri di assistenza agricola (CAA) dell’organizzazione è in grado di generare.