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Politica, Regionali e Palazzo Chigi

Salvini alza la posta: “Se vinciamo in Friuli e Molise, governo in 15 giorni”

Stop da Martina: “gli italiani hanno già votato, vanno rispettati”. Gelo su Calenda, che propone un esecutivo di transizione aperto a tutti
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

 

Dopo sei settimane dalle elezioni, il quadro politico non lascia ancora intravedere i contorni del futuro governo. Il confronto tra Movimento 5 Stelle e Lega procede a singhiozzo, tra messaggi distensivi e punzecchiature incrociate. Quanto a Forza Italia e Pd, non è ancora chiaro se giocheranno ruoli da protagonisti o se resteranno defilati. In attesa che il capo dello Stato assegni un vero e proprio incarico, un preincarico o un semplice mandato esplorativo (che potrebbe anche toccare all’esponente di Forza Italia Elisabetta Alberti Casellati, neopresidente del Senato), il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda lancia con un’intervista un invito a tutte le forze politiche affinché diano vita a un governo di transizione per sbloccare lo stallo ed evitare che il Paese affronti la crisi internazionale in corso senza prospettive politiche salde. Un appello che cade però nel vuoto e che suscita freddezza innanzitutto nelle file del Pd, anche a causa di un titolo che propone la suggestione di un patto a tre con M5s e Lega subito smentita da Calenda. A scanso di equivoci Salvini, impegnato in un tour elettorale in Molise, liquida con un eloquente “mamma mia!” l’appello di Calenda. E mette in chiaro “l’unico punto fermo”, vale a dire che “che con il Pd non si può fare nulla”.

Quanto al veto dei Cinquestelle su Berlusconi e Forza Italia, “quello che Di Maio giudica un danno, il centrodestra unito, è quello che gli elettori hanno premiato col voto il 4 marzo”, ribatte Salvini. Che chiede al M5S “rispetto per gli elettori”. Non solo. Il leader della Lega alza la posta in vista dell’imminente voto regionale: “Sia chiaro a tutti, anche alle orecchie di chi non vuole intendere, che se vinciamo in Friuli e in Molise nel giro di 15 giorni si fa il governo”. Parole respinte con fermezza dal Pd. Per il reggente democrat Maurizio Martina “il Paese ha già votato e adesso chiede risposte, non propaganda. Questo uso delle elezioni regionali di Molise e Friuli come fossero cavie da laboratorio è quanto di più irrispettoso possibile verso gli elettori di quelle regioni oltre che di tutti gli italiani”.

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