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Campania, Sanità

Forza Italia Campania: “Reddito di salute è misura possibile”

Caldoro: “Permette di invertire trend negativo delle aspettative di vita dei cittadini meridionali”
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione Campania

Reddito di salute, la misura ‘fattibile’ presentata questa mattina dall’ex governatore della Campania Stefano Caldoro e i vertici di Forza Italia Campania. “La misura – ha spiegato il capo dell’opposizione in Consiglio regionale – permette di invertire il trend negativo delle aspettative di vita, 24 mesi in meno al Sud rispetto al Nord, per almeno 5 milioni di persone che vivono in condizioni di disagio economico e sociale, inserendole in un percorso di cure e di prevenzione aggiuntive. Quanto è stato previsto – sottolinea Caldoro – non rappresenta un’ipotesi, ma è il frutto di un approfondimento, negli altri casi, come il reddito di cittadinanza piuttosto che il piano lavoro di cui sembrano non esistere le carte,  nessuno parla di coperture, noi si perché la copertura esiste”. Ad essere entusiasta della misura presentata sono il parlamentare Paolo Russo e il coordinatore regionale Domenico De Siano. “Sono queste – ha spiegato quest’ultimo- le azioni che permettono alla politica di lavorare per i cittadini. Non è ammissibile che in un Paese  come il nostro c’è ancora chi rinuncia a curarsi perché non ha soldi sufficienti per ricorrere alla sanità privata. Due sono le cose da fare: innanzitutto eliminare il divario esistente nell’assistenza sanitaria tra Nord e Sud e poi assicurare alle classi sociali più deboli il diritto alla salute, che è un diritto costituzionalmente sancito”. Per il vicecoordinatore regionale Severino Nappi è arrivato il momento di mettere in campo azioni serie in ambito sanitario. “È necessario cambiare le politiche per la salute – ha evidenziato – L’Italia, in particolare il Sud, continua a offrire un sistema statalista inadeguato e inefficiente che lascia i cittadini senza servizi, per giunta sprecando fiumi di risorse. Un sistema alla De Luca che, non a caso, immagina il servizio sanitario come un insieme di casermoni di stampo sovietico, pochi e lontani anche geograficamente dai cittadini, nei quali stipare solo primari e infermieri possibilmente salernitani. Invece occorre ripensare la forma della spesa sanitaria, cambiandone il modello. Noi vogliamo lavorare per assicurare dignità ai cittadini, evitare sprechi, costruire un sistema moderno che premi chi lavora con serietà e onestà e scoraggi il parassitismo”.