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Campania, Sanità

Forza Italia Campania presenta il ‘Reddito di salute’

Misura volta a risolvere il problema della disuguaglianza tra Nord e Sud nell’offerta della sanità pubblica
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione Campania

Forza Italia Campania presenta il ‘Reddito di salute’. Una misura pensata dall’ex governatore Stefano Caldoro che  si da come obiettivo quello di risolvere il problema della disuguaglianza nell’offerta della sanità pubblica tra le diverse regioni Italiane. La premessa: al momento esiste un forte divario tra Regioni del Nord e Regioni del Sud. Le regioni del Mezzogiorno fanno registrare indici negativi in relazione alla spesa sanitaria per quanto riguarda il totale pro capite e il tempo delle liste d’attesa alle quali si aggiunge un ulteriore indice negativo dato dal basso finanziamento. I dati dell’osservatorio Nazionale sulla salute nelle regioni italiane evidenziano significative differenze nell’ aspettativa di vita di sopravvivenza dei cittadini residenti al Sud i quali vivono mediamente 24 mesi in meno rispetto ai cittadini del Nord. Incidono significativamente fattori come livelli di reddito, istruzione in fasce sociali, difficoltà di accesso alle cure e alla prevenzione di malattie. L’attuale sistema di ripartizione del budget pubblico alle regioni, la sanità privata, i fondi sanitari integrativi e complementari, producono inevitabilmente l’aumento del divario di budget pubblico di circa 116 miliardi di euro con un differenziale pro capite che varia media da 60 a €70 con picchi di €100 registrati nella differenza tra la Campania e la Liguria. Una distribuzione ormai strutturale, difficile quindi da modificare nel riparto del fondo sanitario nazionale. La sanità privata ha maggior carico nelle area del Centro Nord dove il reddito dei cittadini è più alto per cui anche la quota dei 30 miliardi è maggiormente collocata al Nord a scapito del Sud. I fondi sanitari integrativi e complementari, circa 5-6 miliardi di euro hanno punte di adesione al nord che superano il 10% del totale, mentre al sud raggiungi appena l’1%. Questi dati dimostrano che con le attuali politiche impossibile invertire il Trend. Il sotto finanziamento comporta una minore propensione alle cure e alla prevenzione, con un aumento dei fattori di rischio del divario nord sud sulle aspettative di vita di sopravvivenza.

L’ipotesi: L’Europa chiederà ragione di questa situazione unica in tutti gli stati europei. Bisogna intervenire con una misura specifica compatibile con le risorse necessarie e le coperture disponibili. Azioni di welfare sulla salute a sostegno delle aree di disagio economico e sociale.

La proposta: il reddito di salute è strutturato su tre pilastri due punti fondi per l’assistenza sanitaria integrativa, modello mutualistico punto e virgola sistema sanitario pubblico, azienda ospedaliera e strutture accreditate punto e virgola circa 5 milioni di cittadini esenti dal ticket sono i destinatari della misura. La copertura economica prevede fino a 7 10 miliardi di euro punto per i cittadini esenti ticket eventualmente anche non esenti ticket a basso reddito sarà disponibile un assegno di salute di 600 o €800 o annuo Per i prossimi tre anni. Le risorse possono essere recuperate della riprogrammazione dei fondi europei per il sud programmi regionali Fesr fse, Pon nazionali per il sud, programmi complementari Poc, eventuale predisposizione di nuovi Pon nazionali, obiettivi di servizio, premialità, fsc. Il modello è quello previsto nella proposta del Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. Una riprogrammazione dei fondi europei non impegnati è in ritardo di utilizzo. In questo modo si concentra la spesa in un unico piano per il mezzogiorno con la condivisione delle regioni meridionali. La proposta di Tajani riguarda l’utilizzo di 40 miliardi per le infrastrutture. Si propone di destinare circa il 20% della cifra prevista per il Welfare legato alla salute dei cittadini.  La misura può essere attuata attraverso la procedura di riprogrammazione dei fondi europei e di cofinanziamento nazionale già realizzata nella precedente programmazione dal ministro Fabrizio Barca di Intesa con le regioni del Sud. Per l’attuazione di questa misura si prevedono metodologie rigorose sia dal punto di vista sanitario che di utilizzo delle risorse perché: i fondi integrativi di assistenza sanitaria già oggi determinano i parametri economici e le prestazionali dell’offerta.  I fondi integrativi possono svolgere la stessa funzione con procedure selettive di evidenza pubblica. La prestazione sanitaria può essere erogata dal sistema sanitario pubblico in intramoenia o dalle strutture accreditate in extra budget. Il cittadino può indirizzare la propria domanda di salute verso un’offerta efficiente ed efficace in fase preventiva e di cura attraverso regole e protocolli diagnostico-terapeutici nell’ambito dell’assistenza ambulatoriale anche specialistica.

La misura proposta rientra anche nel modello dell’ accelerazione della spesa garantendo qualità della spesa. I dati di metà programmazione 2014-2020 evidenziano una situazione molto critica. I circa 5 milioni di cittadini produrranno, attraverso la prestazione ricevuta, anche l’immediata certificazione della spesa stessa. Una certificazione legata a tariffe prestabilite rigorose nella determinazione.

 Obiettivi: dal punto di vista economico finanziario la misura produce un extra budget mirato i cittadini esenti dal ticket o a basso reddito che compensa la differenza pro capite tra residenti al Nord e residenti al Sud. La misura permette di invertire il trend negativo sulle aspettative di vita, in particolare per circa 5 milioni di persone che vivono in condizione di disagio economico e sociale, inserendola in un percorso di cura e di prevenzione aggiuntivo. Obiettivo a medio lungo termine. Per i prossimi tre anni questa startup potrebbe determinare un’abitudine alle cure alla prevenzione:  sostenere e accompagnare un corretto comportamento che tende a stabilizzarsi per la durata della misura.