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Politica, Siria

Casini: “Bene l’impegno atlantico di Di Maio. Salvini si corregga sugli Usa”

Il leader centrista si rivolge anche al Pd: “Sulla collocazione internazionale dell'Italia, i grandi partiti devono aiutare a mantenere una politica estera coerente con la nostra storia. La politica interna non può entrare in gioco su questo tema”
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

I Cinquestelle, “passate le elezioni, sembrano aver riposto nel cassetto alcune loro tesi azzardate, come gli elogi del regime venezuelano, che ha portato il proprio Paese alla fame. E in queste ultime ore Luigi Di Maio ha appena ribadito l’impegno atlantico del nostro Paese. Un impegno sul quale mi rivolgo anche al Pd”. Pier Ferdinando Casini ribadisce in un’intervista al “Corriere della Sera” il giudizio positivo che sabato aveva espresso sulla linea tracciata da Luigi Di Maio rispetto alla crisi siriana. Le parole di Di Maio erano parse a Casini “responsabili” e tali da far “ben sperare”. Casini, eletto senatore per Civica popolare (in alleanza con il Pd) e poi iscritto nel Gruppo per le Autonomie di Palazzo Madama, sottolinea le distanze tra M5S e Lega sulla politica estera: “Matteo Salvini è stato l’unico leader politico europeo a usare parole fuori luogo contro gli Stati Uniti. Dopo le elezioni, si è mosso con circospezione e, sembra, una certa intelligenza. Quindi a maggior ragione non scherzi sulla politica estera. Rischia di essere più russo dei russi. I quali, oltre tutto, sono stati senz’altro avvertiti dell’azione e cautelati”.

L’esponente centrista fa notare che “negli ultimi 20 anni, che a guidare il governo ci fosse Silvio Berlusconi o Romano Prodi, la politica estera italiana non è mai cambiata. La nostra prima scelta è l’atlantismo, e su questo non sono ammessi giochini”. Pertanto, dice l’ex presidente della Camera riferendosi anche alle titubanze del Pd, bloccato dalle controversie interne, “sulla collocazione internazionale dell’Italia, i grandi partiti devono aiutare a mantenere una politica estera coerente con la nostra storia. La politica interna non può entrare in gioco su questo tema”.

Quanto all’auspicio del presidente della Repubblica affinché si arrivi rapidamente alla formazione di un governo, tanto più alla luce dello scenario internazionale, Casini chiosa: “Mattarella ha ragione, il mondo non aspetta i tempi della politica italiana. I contendenti devono capire che la campagna elettorale è finita e smetterla con la finzione della vittoria: nessuno ha vinto, quindi c’è bisogno degli altri”. Ma da qui a parlare di governissimo ce ne corre: “Chiunque riproponga formule del passato non vede che la politica oggi è geneticamente cambiata. Chiaramente il pallino è nelle mani del capo dello Stato, ma neppure lui può farcela senza che ci sia il 51% dei voti in Parlamento”.

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