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Politica, Siria

Casellati: tornare allo spirito di Pratica di Mare

“Accettare da Mattarella un mandato esplorativo? Mi sarebbe difficile dire di no. Veto M5S su Berlusconi? Non è una cosa possibile, sarebbe una ferita alla democrazia”
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

“Più che una opinione il mio è un monito a trovare di nuovo il dialogo, a ricercare le varie diplomazie perché finisca questa escalation, io mi auguro che ritorni quello spirito di Pratica di Mare, che aveva univo vari popoli in un momento in cui sembrava impossibile e invece si è realizzato. In questo momento non ci resta altro che aspettare che le diplomazie facciano il loro corso”. È l’auspicio che la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ospite dell’”Intervista” di Maria Latella su Sky TG24, esprime opinione su ciò che sta succedendo in Siria. Alla domanda della giornalista su cosa si aspetti martedì dall’Aula, Casellati dice: “Innanzitutto Gentiloni darà un’informativa, vediamo che succede da oggi fino a martedì, perché ormai la politica e lo scenario internazionale ci hanno fatto vedere come cambi tutto improvvisamente. Soltanto ieri la situazione era diversa, oggi è precipitata, vediamo fino a martedì che cosa ci dirà Gentiloni e poi si aprirà questo dibattito in aula, per cui vedremo e terremo conto di tutte le varie posizioni politiche”.

Quanto all’ipotesi che stata la crisi siriana a indurre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a chiedere ai partiti un’accelerazione nelle trattative, Casellati risponde: “Io direi anche la crisi siriana, perché il nostro Paese richiede anzitutto una soluzione ai problemi concreti. Non formare un governo significa determinare una situazione di stallo in un Paese in sofferenza, non è una situazione di stallo in un Paese che gode di una situazione florida da un punto di vista anche economico. Il nostro Paese è in affanno e quindi ci servono, servono ai cittadini, risposte concrete. Certamente – aggiunge la seconda carica dello Stato – oggi il fatto di non avere un governo ci pone un po’ in una situazione non favorevole a livello internazionale come Italia, perciò è necessario anche per il rapporto con l’Europa che ci sia un governo”.

“Intanto vediamo cosa deciderà il Presidente Mattarella, se dovesse chiedermelo è chiaro che sarebbe difficile poter dire di no: una missione “difficile lo sarà certamente, se poi sarà impossibile saranno i fatti che lo diranno. Sarà tutta una situazione da verificare sul campo”. Così la presidente del Senato risponde quando le viene chiesto se, nel caso il Presidente Mattarella le desse il mandato esplorativo, sarà per lei una missione difficile o impossibile. “Facciamo un passo alla volta – continua Casellati -, dico solo che io avrei personalmente preferito che una soluzione di questo genere non ci fosse, perché questo significherebbe, lo dico nell’interesse esclusivo dei nostri cittadini, che i partiti avrebbero trovato una soluzione rapida e quindi diciamo che la ragione avrebbe prevalso sul pregiudizio. Il mio auspicio è che in questi giorni, anche di fronte a questi nuovi avvenimenti di carattere internazionale, i partiti si mettano intorno a un tavolo e trovino dei punti di convergenza per arrivare ad un governo”.

Sempre sulla situazione politica italiana, la presidente del Senato osserva, commentando le recenti dichiarazioni di Alessandro Di Battista su Berlusconi ‘male assoluto’ e rispondendo alla domanda su come farà a dialogare con il M5S: “Io credo che oggi come oggi queste uscite siano uscite che forse sarebbe meglio evitare, perché già la situazione è molto complicata, addirittura inedito il panorama politico che è uscito dalle elezioni del 4 marzo. Accendere ancora di più i fuochi e complicare una situazione la cui soluzione costituisce un rebus per tutti, non mi pare opportuno e non mi pare opportuno neanche in una dialettica politica che dovrebbe andare anche verso una pacificazione, una distensione e non verso il fatto di dover accendere ancora di più gli animi. Trovo poi che porre veti, emarginare una personalità come quella di Berlusconi che ha campeggiato nella vita politica ed economica degli ultimi venti anni non sia neppure possibile, nel senso che sarebbe una ferita alla nostra democrazia non mettere su un tavolo ad un livello di parità tutti gli interlocutori politici di questo momento”. Per Casellati “non ci deve essere uno che ci sta ed un altro che non ci sta. Tutti, a pari merito, devono mettersi attorno ad un tavolo per decidere quello che si vuole fare per il nostro Paese. Questo significa assunzione di responsabilità ed è questo che noi dobbiamo ai nostri cittadini”.

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