Did you know we have an international section? Click here to read our news in your english!
X

Accedi

Lazio/RomaCapitale

Roma, in scena “La Divina Sarah” con Anna Bonaiuto

Dal 6 al 15 aprile al Teatro Vittoria
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Al Teatro Vittoria di Roma, dal 6 al 15 aprile, Pietro Mezzasoma presenta “La Divina Sarah” con Anna Bonaiuto e Gianluigi Fogacci, dal testo “Memoir di Sarah Bernhardt” di John Murrell, adattamento di Eric-Emmanuel Schmitt, traduzione di Giacomo Bottino, per la regia di Marco Carniti. La Divina Sarah è un atto d’amore per una diva immortale del teatro. Sarah Bernhardt è una donna che con la sua arte e le sue stravaganze ha costruito il primo esempio di divismo della storia dello spettacolo al femminile. Una rivoluzionaria anticonformista che per prima si impose sulla scena mondiale in abiti maschili. Un mito vivente che riscrive il suo tumultuoso percorso di vita sulla pelle del segretario-schiavo, con il quale si instaura un divertente e surreale rapporto sadomasochistico. Una partita a due dove è protagonista il gioco degli attori, grazie al tono ironico rapido e cinico delle battute e al continuo entrare e uscire dalla finzione teatrale. Un testo poetico e crepuscolare e un inno alla vita. L’Arte, motore della vita.

Sarah Bernhardt al tramonto di una carriera planetaria entra in un pessimismo cosmico, faustiano. Un amaro bilancio del suo privato fa sanguinare ferite mai rimarginate. Una ambigua seduta psicanalitica nella quale Sarah Bernhardt, regista di se stessa vuole far riapparire, attraverso un improvvisato laboratorio teatrale, i protagonisti della sua vita, per rivelarci l’origine della sua disperazione come essere umano. Un’ auto-analisi spietata dei suoi rapporti personali e l’urgenza di dire quello che non era mai riuscita a dire. Il baratro del passato e la fragilità dell’essere di fronte alle scoperte del nuovo secolo.

La ricostruzione delle “memorie” sono la possibilità per rilasciare un’autodifesa come ultima testimonianza, rivendicando un diritto concesso a tutti quindi anche all’artista: il diritto all’odio. Un testo sarcastico dove il comico e il drammatico di alternano per la costruzione di una grande personalità d’artista. E ne svela l’umano che si nasconde dietro la maschera, la ferita che sta dietro ad ogni arte e di cui ogni arte si nutre.

Una Sarah Bernhardt messa a nudo. Iconica, grottesca, esasperata e disperata di fronte a quello che per lei non dovrebbe mai arrivare: la parola fine. “Ci sono cinque tipologie di attrici: le cattive, le passabili, le brave, le grandi e poi c’è.. SARAH BERNHARDT ” (Mark Twain).

Notizie correlate