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L’Università Campus Bio-Medico di Roma punta a raddoppiare i propri spazi

Ha lanciato un concorso internazionale agli studi di architettura di tutto il mondo e ne ha selezionati sette che presenteranno a luglio i propri progetti che dovranno superare le criticità paesaggistiche del territorio di Trigoria
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Ornella Petrucci

Il raddoppio dei propri spazi destinati alla didattica, alla ricerca e all’assistenza medica è la sfida presente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma che insiste sul territorio di Trigoria e che “dal 1993 ha messo al centro il malato prima ancora che la malattia”, come ricorda Paolo Arullani, presidente della Fondazione, durante il Workshop di presentazione del Concorso internazionale di progettazione del Masterplan. Un futuro a cui si guarda consci della propria identità. “Siamo partiti due anni fa redigendo un progetto strategico a 25 anni che abbiamo chiamato ‘Più Campus 2045’ e abbiamo dato attuazione a questo piano di sviluppo tramite un concorso internazionale – spiega Domenico Mastrolitto, direttore generale di Campus Bio-Medico SpA -. Per noi è stata l’occasione da un lato di iniziare un percorso di approfondimento delle nostre consapevolezze e dall’altro di aprirci ai migliori benchmarking internazionali. Pertanto, oggi siamo lieti di avere qui i sette studi di architettura finalisti con i quali lavoreremo per i prossimi mesi per due progetti: uno architettonico sui primi 20mila mq, quindi sulle prime esigenze (nuovi spazi, nuove aule per gli studenti, spazi per la bassa intensità di cura, casa di riposo); e uno del Masterplan dei 90 ettari di nostra proprietà”.

“Abbiamo selezionato i finalisti da un’iniziale numero di 30 studi di architettura di tutto il mondo che rispondessero ad alcuni criteri individuati, quali specializzazione in campus universitari ma anche in capacità urbanistica, sostenibilità ambientale e mobilità”, sottolinea Mastrolitto che ricalca la chiave di lettura multidisciplinare. Tra questi 30 ne sono stati selezionati sette che presenteranno i propri plastici a luglio, e a novembre sarà decretato il vincitore. Da quel momento comincerà l’iter delle autorizzazioni da parte delle istituzioni, oggi presenti in forze – Mibact, Mise, Regione Lazio, Roma Capitale -. Il piano economico per la realizzazione dei nuovi spazi del Campus ha come parametro di riferimento il costo di 1800euro a metro quadro.

Raddoppiando gli spazi, raddoppieremo le utenze, il tutto, sottolinea Mastrolitto, “nel rispetto della sostenibilità ambientale ed energetica”. Nella Regione Lazio in cui la sanità oscilla tra eccellenze, come questa del Campus Bio-Medico e del Gemelli (per fare un altro nome), e una situazione di risanamento di conti pubblici, c’è già chi al Mibact, nella persona di Francesco Palumbo, direttore della Direzione Generale Turismo, parla in prospettiva di “turismo sanitario”. Auspicabile per il Campus Bio-Medico che vuole imporsi sempre più nel panorama internazionale come polo di ricerca all’avanguardia. “Una ricerca che diventi patrimonio per tutti i cittadini”, si augura Luca Montuori, assessore all’Urbanistica di Roma Capitale.

L’area però presenta delle criticità di sostenibilità paesaggistica di cui alla Regione Lazio ne hanno piena consapevolezza. Tra l’area di Trigoria e la città di Roma si estende la Riserva Naturale Decima Malafede. Saranno necessarie infrastrutture, oltre alla già nuova strada via del Portillo costruita dal Campus Bio-Medico. In questo “brandello di città” sorto in maniera spontanea e non pianificata vicino al Campus la Regione Lazio è per uno sviluppo di trasporti pubblici in ferro. “Il nostro sogno – dice in merito Mastrolitto – è che il malato, lo studente, il ricercatore o l’utente possa arrivare qui senza auto grazie al prolungamento di corridoi della mobilità dalla metropolitana Laurentina fino a Trigoria”.

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