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Politica

Morte Bisogniero, Gen. Graziano: Cordoglio Forze Armate per sua scomparsa

fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di red

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, appresa la triste notizia del decesso del Generale di Corpo d’Armata dell’Esercito Riccardo Bisogniero, esemplare figura di Comandante, esprime ai familiari dell’alto Ufficiale profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza a nome delle Forze Armate e suo personale. Nel 1943, al termine del corso dell’Accademia militare venne nominato Sottotenente dei bersaglieri e prese parte al Secondo Conflitto mondiale. In particolare, si distinse nella Guerra di Liberazione, dove meritò la decorazione della Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Nel corso della sua brillante carriera, ricoprì incarichi prestigiosi, tanto di comando, quanto di staff. Infatti, dopo la fine del conflitto, Bisogniero frequentò la Scuola di Guerra e il corso di Stato Maggiore Interforze.

Dopo aver ricoperto l’incarico di Addetto Militare presso l’Ambasciata d’Italia a Belgrado, comandò l’8° reggimento bersaglieri e, quindi, nominato Generale, diresse dal 1974 al 1977, il III Reparto dello Stato Maggiore dell’Esercito. Successivamente, comandò la Divisione corazzata “Ariete” fino al 1979, anno in cui venne designato Consigliere militare del Presidente del Consiglio dei Ministri. Dal 1981 al 1984 fu Comandante del III Corpo d’Armata. L’alta professionalità, la guida illuminata e l’incondizionato spirito di servizio portarono il Generale Bisogniero a ricoprire l’incarico di Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri dal 1984 al 1986 e, successivamente, fu nominato Capo di Stato Maggiore della Difesa, carica che ricoprì fino ad aprile del 1988.

Nel ricordarne la figura, il Generale Claudio Graziano ha affermato che “il Generale Bisogniero si dimostrò un Comandante di caratura eccezionale, che fece della fedeltà e dell’attaccamento alle Istituzioni la sua ragione di vita. Una straordinaria figura di Uomo e di Soldato, che seppe gestire le crisi complesse dell’epoca, dal punto di vista militare, strategico e della sicurezza interna in maniera brillante e avveduta, non solo in momenti di particolare gravità per il Paese, come, ad esempio, il terrorismo interno e la grande criminalità organizzata, ma anche nelle grandi questioni internazionali, come la crisi di Sigonella e il mutamento dello scenario geopolitico che portò poi allo sfaldamento del Patto di Varsavia”. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha poi voluto concludere con un pensiero di particolare vicinanza al figlio, Ambasciatore Claudio Bisogniero, rappresentante permanente italiano presso la NATO.

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