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Campidoglio, avviato iter autorizzativo per nuovi impianti di compostaggio aerobico

Montanari: “Sostenibilità e tecnologie avanzate. Oltre 5 milioni di euro all’anno di risparmi”
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Sono stati presentati questa mattina in Regione Lazio gli studi di impatto ambientale per i due nuovi impianti di compostaggio aerobicoche Roma Capitale intende realizzare a Cesano Osteria Nuova (XV Municipio) e Casal Selce (XIII Municipio). Con il deposito dei documenti da parte di AMA, inizia formalmente l’iter di autorizzazione degli impianti da parte degli uffici regionali.

I due nuovi impianti vanno di pari passo con l’estensione della nuova raccolta differenziata che, dopo l’attuazione nel quartiere ebraico, interesserà nelle prossime settimane i Municipi VI e X e coprirà entro la fine dell’anno oltre 1 milione e 200mila abitanti. Non si tratta di discariche ma di luoghi dove avanzi di cucina, insieme a sfalci e potature, si trasformano in terriccio utilizzabile in agricoltura.

“Roma attende da decenni la realizzazione di impianti pubblici per il trattamento dei propri scarti. Oggi abbiamo fatto un altro passo concreto e importante verso la loro realizzazione. Roma ha estremo bisogno di questi impianti e noi ci siamo presi la responsabilità politica ed amministrativa di farli. Ma vogliamo realizzarli in modo sostenibile, utilizzando le migliori tecnologie e condividendoli con i cittadini. I due impianti di compostaggio ci consentiranno di trasformare in terra fertile 100mila tonnellate all’anno di avanzi di cucina e 20mila tonnellate di sfalci e potature. Oggi gran parte dello scarto organico viene portato in impianti di compostaggio del nord Italia con un costo altissimo per i cittadini romani. Con i nostri nuovi impianti risparmieremo oltre 5 milioni di euro all’anno. Abbiamo chiesto ad AMA di sviluppare due progetti che fossero una occasione di riqualificazione di aree periferiche della città”, afferma Pinuccia Montanari, assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale.

Entrambi gli impianti prevedono aree verdi, orti urbani, centri di riuso creativo, isole ecologiche. Nel caso di Cesano, su 70mila metri quadrati, solo 20mila sono occupati da capannone e biofiltri. Il resto è a destinato a servizi per i cittadini. A Casal Selce, dove è disponibile un’area di circa 20 ettari, il progetto prevede un parco con un piccolo laghetto. Grazie a questi due nuovi centri di compostaggio sarà possibile trasformare a “chilometro zero” gli scarti alimentari ed organici provenienti dalla raccolta differenziata dei quadranti limitrofi, per complessivi 900mila cittadini serviti. Le due strutture “gemelle” produrranno importanti benefici economici e ambientali (minori costi applicati alla TARI, abbattimento inquinanti da traffico veicolare) attraverso l’eliminazione di 3mila viaggi e quasi 4 milioni di km all’anno percorsi dai mezzi per le attività di trasporto e destinazione finale per la valorizzazione, con un conseguente abbattimento di circa 3mila tonnellate di CO2/anno.

Imitando i cicli della natura, il compostaggio è trattamento più naturale per il trattamento e il riciclo di una parte consistente dei nostri scarti quotidiani: la frazione organica rappresenta un terzo dei rifiuti urbani. Per questo, le aree adiacenti agli impianti saranno aperte ai cittadini per attività ricreative e gli stessi impianti saranno accessibili con visite guidate grazie ad un tunnel vetrato con vista sulle biocelle dove avviene il processo di trasformazione dei materiali organici. Il riferimento è l’impianto di compostaggio Lipor in Portogallo, premiato dalla Comunità Europea, dove una delegazione di Roma Capitale si è recata in visita pranzando nel ristorante localizzato a poche decine di metri dalle linee di trattamento. Trattandosi di impianti che producono terriccio destinato all’agricoltura, sono stati localizzati in aree a vocazione agricola, lontane dai centri abitati, su terreni di proprietà pubblica per facilitare gli iter burocratici ed evitare ulteriori costi di esproprio che cadrebbero sulle spalle della collettività.

“Di solito i cittadini vengono a sapere degli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti che si vogliono fare sui loro territori solo quando i progetti vengono presentati formalmente in Regione. Da sempre, e non solo a Roma, le scelte vengono calate dall’alto senza il loro coinvolgimento. Noi abbiamo voluto condividere le nostre scelte con i cittadini del XIII e del XV municipio ben otto mesi prima di presentare le domande di autorizzazione in Regione. Nelle assemblee pubbliche abbiamo informato i cittadini presentando pubblicamente i progetti. Ciò ci ha consentito di raccogliere le comprensibili preoccupazioni di chi per decenni ha visto aggredire il territorio solo da discariche e speculazioni, tenendone conto nello sviluppo dei progetti” spiega Daniele Diaco, presidente della Commissione Capitolina Ambiente.

Con la richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), presentata oggi in Regione, i cittadini hanno un’ulteriore occasione per presentare formalmente le loro osservazioni tecniche. Si tratta di una scelta fatta per assicurare la massima trasparenza e partecipazione. È prevista anche una ulteriore fase di processo partecipativo con i cittadini delle aree interessate per condividere le successive fasi di progettazione esecutiva e realizzazione delle opere.

“I due nuovi siti si inseriscono in un disegno strategico di potenziamento del recupero e del riutilizzo degli scarti alimentari e organici nella città di Roma, in una logica di economia circolare. Queste strutture permetteranno di quintuplicare la capacità di trattamento in autonomia di questo genere di materiali riciclabili, passando dalle circa 28 mila tonnellate del solo impianto di Maccarese a circa 150mila tonnellate di rifiuti compostabili totali trattati”. dichiara il Presidente e Amministratore Delegato di Ama, Lorenzo Bagnacani.

“La nostra programmazione impiantistica è già nota in Regione, avendo avuto modo di presentarla già nei mesi scorsi al tavolo di coordinamento tra Ministero dell’Ambiente, Regione Lazio e Roma Capitale. I nostri impianti contribuiscono concretamente a ridurre l’insufficienza impiantistica del Lazio che ha causato diverse criticità. Anche per questo, siamo certi che gli uffici regionali vorranno assicurarci la piena collaborazione per l’iter autorizzativo” conclude l’Assessora Montanari.

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