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Esteri, Immigrazione

Gentiloni: impegno comune Ue modo migliore per combattere posizioni populiste e antieuropee

Merkel: Italia, Francia e Germania “hanno dato fin dall’inizio un contributo molto forte, sia a livello di sicurezza sia a livello di finanziamenti a cui abbiamo preso tutti parte”
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

“La conferenza dell’Unione europea e dell’Unione africana a sostegno del G5 Sahel penso sia stato un momento molto importante per confermare l’impegno comune dell’Europa in Africa e in particolare nella zona del Sahel, che per diverse ragioni è una zona particolarmente fragile e importante”. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni nel corso di una conferenza stampa congiunta con Merkel e Macron al termine del vertice informale su Africa e Sahel che si è tenuto questa mattina a Bruxelles. Circa venti capi di Stato e di governo si sono riuniti per rafforzare il loro sostegno politico e finanziario alla forza del G5 Sahel (formata da Mali, Niger, Burkina Faso, Mauritania e Ciad) impegnata contro i gruppi armati attivi nella regione.



“Si tratta per l’Italia di un impegno a lungo termine per contrastare i rischi del terrorismo e le cause dei flussi migratori, perché solo con lo sviluppo di questi paesi potremo contrastare il terrorismo e le migrazioni illegali. Lo stiamo facendo anche con il lavoro per stabilizzare la Libia e con i risultati ottenuti nella diminuzione dei flussi incontrollati. Tutto questo è il modo con cui l’Europa lavora insieme ed è il modo migliore per combattere posizioni populiste e antieuropee”, ha concluso il presidente del Consiglio.



Italia, Francia e Germania, gli ha fatto eco la Merkel, “hanno dato fin dall’inizio un contributo molto forte, sia a livello di sicurezza sia a livello di finanziamenti a cui abbiamo preso tutti parte. Stiamo portando avanti una lotta contro l’immigrazione illegale, con uno stanziamento di 7 miliardi di euro. C’è bisogno di sviluppo e sicurezza in queste nazioni. Non possiamo impegnarci solo in Libia ma anche in Mali, Ciad, Burkina Faso e in altri paesi. Quello di oggi è un segnale molto forte che tutta l’Europa si sta impegnando, ma c’è ancora molto da fare”.



Per Macron “stiamo conducendo una lotta in questo territorio, siamo a fianco delle forze del G5 in Sahel. Lo sviluppo deve andare in parallelo con la sicurezza, è indispensabile che venga ristabilizzata quella regione”.

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