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Politica

Editoria, AGV-Il Velino: perdurare crisi e mancato confronto governo impedisce pagamento stipendi

Inevitabile epilogo per un’azienda che ha sempre mantenuto linearità nei processi informativi e regolarità della conduzione amministrativa
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di La direzione

Il perdurare di una situazione di grave crisi economica provocata dall’incertezza volutamente provocata nel settore dell’informazione primaria, impedirà  già dalla prossima scadenza, il regolare pagamento degli stipendi a giornalisti e dipendenti dell’Agenzia giornalistica “Il Velino”

E’ quanto rendono noto con una nota ufficiale, l’editore di Agv-Agenzia giornalistica Il Velino, Luca Simoni, e l’Amministratore delegato Fausto Simoni, dopo averne in precedenza, correttamente, informato i membri del Comitato di Redazione.

E’ l’inevitabile epilogo per un’azienda che ha sempre mantenuto, anche a costo di profondi sacrifici personali, linearità nei processi informativi dell’informazione primaria e regolarità della conduzione amministrativa, testimoniata da una regolarità negli obblighi fiscali e contributivi che poche realtà oggi presentano nel tormentato settore dell’editoria.

Inevitabile epilogo perché alla grave crisi del settore si è andata a sommare, per Agv-Agenzia giornalistica Il Velino, il ritrovarsi, suo malgrado, al centro di una intensa, ingiustificata e arrogante, azione di contrasto, dispiegata, ormai da almeno tre anni, dalla conduzione politica del Dipartimento per l’editoria di Palazzo Chigi. La stessa conduzione politica che oggi assicura interventi per salvare l’occupazione fortemente messa a rischio da una riforma caotica, inconcludente e gravida di contenziosi giudiziari che sembrano destinati a dispiegarsi ancora per anni.

Le promesse e gli impegni a por rimedio, specie se arrivano nel bel mezzo di una campagna elettorale, non aiutano a risolvere la grave crisi di liquidità alla quale fin qui e da diversi anni ha posto rimedio solo ed esclusivamente l’editore con interventi economici sottratti alle proprie disponibilità e finalizzati a garantire salari e prestazioni. Da qui l’impossibilità a proseguire, in assenza di un qualsivoglia confronto istituzionale capace di garantire un’inversione dell’indirizzo politico fin qui seguito, nella regolarità dei pagamenti e degli stipendi.