Accedi

Agroalimentare

Elezioni, il piano programmatico agricolo di Forza Italia: piano Marshall per la Sicilia e stop sanzioni Russia

fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino/AGRICOLAE
di AGV - Agenzia Giornalistica il Velino/AGRICOLAE

Parla di Piano Marshall per la Sicilia e di abrogazione dell’Imu agricola e dell’Irap con l’intervento della Flat tax Silvio Berlusconi all’assemblea della Coldiretti dove ha presentato il piano programmatico agricolo della Coldiretti. “Se non vogliamo che il Paese sia fermo dobbiamo mettere mano alla costruzione di nuove attrezzature. La situazione della Sicilia è in agonia, se non la si prende in mano con enorme decisione da parte del governo regionale e nazionale, a partire dalla costruzione del Ponte e poi con un piano Marshall di diversi miliardi l’anno per la Sicilia” spiega il leader di Forza Italia.

“E’ discutibile che uno Stato possa intervenire sulla creazione di ricchezza, ma il fatto che lo Stato voglia portarti via la metà di quel che un padre e una madre hanno messo via, con sacrifici, per i figli, lo considero immorale e inaccettabile”. E “l’imu agricola e l’Irap vengono abrogate con l’intervento della flat tax”.

Qui di seguito il Piano di Forza Italia

Rivoluzionare l’approccio datato e dannoso di una contrapposizione di maniera tra sistema industriale e produzioni primarie e contrastare l’italian sounding e la contraffazione agroalimentare: questi i primi obiettivi del Ministero dell’Alimentazione che vogliamo istituire in luogo del Ministero dell’Agricoltura.

Promuovere le nostre esportazioni in regime di vera reciprocità (il valore dell’export dell’agroalimentare italiano ha superato la soglia dei 38 miliardi);

Porre fine alle sanzioni contro la Russia, poiché danneggiano ogni giorno l’export italiano e gli agricoltori;

Monitorare le importazioni: la produzione di cibo in Italia e il significativo surplus commerciale legato all’export sono in alcune filiere legati all’esigenza di importare materia prima. Ciò tuttavia rappresenta spesso l’occasione per creare fenomeni speculativi che si riflettono pesantemente sul prezzo pagato ai nostri produttori;

Bandire il finto ‘Made in Italy’, sostituendolo con l’autentico, attraverso:

• il potenziamento di piattaforme di lancio e collocazione del cibo italiano nel mondo;

• il rafforzamento della sovranità alimentare del nostro Paese (dal territorio, alla biodiversità, al patrimonio zootecnico, ai grandi marchi italiani);

• la tutela del vero “Made in Italy” a partire dal mercato interno, rafforzando la battaglia per la ‘distintività’ integrale del nostro cibo, il suo rapporto con la gente, la sua penetrazione all’interno della filiera enogastronomica, vero moltiplicatore del suo valore fra i milioni di turisti che visitano il nostro Paese.

Istituire la legge sui reati nel settore agroalimentare: chi pecca contro il ‘cibo’, pecca contro i nostri figli;

Tutelare i prodotti della ‘campagna italiana’: tutti gli italiani hanno diritto ad avere il loro ‘mercato contadino’, uno o più spazi pubblici coperti in ogni capoluogo di provincia;

Affermare in Europa regole che consentano un’etichettatura delle merci chiara ed efficace;

Ridurre in Italia, adempimenti e costi inutili generati dalla ipertrofia legislativa, dall’eccessivo castello di regole, dalla tempistica lunga e incerta;

Sburocratizzare l’attività di produzione documentale, passando rapidamente ad una gestione integrata e digitale;

Determinare tempi certi e corti per evadere le pratiche dei produttori agricoli e della pesca per godere delle provvidenze comunitarie;

Premiare l’insediamento dei giovani come conduttori agricoli, affidando loro migliaia di ettari di terreni incolti. Dare loro la primazia nell’assegnazione dei terreni agricoli demaniali;

Ripristinare i voucher;

Contribuire al finanziamento per l’ammodernamento strutturale, tecnologico e gestionale delle aziende agricole;

Realizzare un piano infrastrutturale per la creazione degli invasi che raccolgano, in particolare nel centro Sud del Paese, l’acqua piovana che andrebbe perduta, sotto la regia dei consorzi di bonifica e l’affidamento ai coltivatori diretti;

Contrastare e abolire alcune norme restrittive imposte dall’Europa che hanno penalizzato, ad esempio, la pesca del tonno e del pesce spada;

Favorire lo sviluppo dell’acquacoltura;

Assecondare lo sviluppo delle produzioni biologiche;

Rilanciare la zootecnia italiana: ripopoliamo i pascoli del Sud, con i bovini nati e cresciuti in Italia. Cassa Depositi e Prestiti deve sostenere il progetto, creando lavoro, rilanciando il Sud e i piccoli borghi appenninici, contribuendo alla sovranità alimentare del Paese;

Assicurare e garantire la qualità dei prodotti alimentari.