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M5s, Di Maio: le mele marce saranno messe fuori

Si allarga il caso ‘rimborsopoli’, l'ammanco nel fondo per le pmi sarebbe di oltre 500 mila euro
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Non permetteremo a nessuno di inficiare il nome del M5S. Le mele marce saranno messe fuori”. E’ questa la promessa di Luigi Di Maio, in merito al caso dei mancati rimborsi dei parlamentari. Dopo il servizio de ‘Le Iene’, che ha denunciato i casi di Andrea Cecconi e Carlo Martelli, messi fuori dal M5s per aver tradito la regola della restituzione di parte dello stipendio, il caso rimborsopoli si allarga.  Secondo quanto riferito da alcuni media,  l’ammanco nel fondo per le pmi in cui i  parlamentari  versano una quota del loro stipendio sarebbe di oltre 500 mila euro. Ma Di Maio, pur sostenendo la linea dura, spiega: “la notizia, in un Paese normale, è che il Movimento 5 Stelle ha restituito 23,1 milioni di euro di stipendi e questo è certificato da tutti quanti. Ci sono 7mila imprese in Italia che lo testimoniano. Non sarà qualche mela marcia a inficiare questa iniziativa che facciamo solo noi e, come sanno gli italiani, da noi le mele marce si puniscono sempre. Questo è un Paese strano, in cui restituisci 23,1 milioni e la notizia è che manca lo 0,1″. Parole che non convincono le opposizioni. “Di Maio in tilt, i loro guai li pagano i cittadini – scrive su Twitter il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi. Mele marce fuori da M5s? Ma saranno dentro il parlamento grazie a seggio blindato: Cecconi, Martelli, Dessì, il candidato massone, gli altri furbetti che usciranno fuori. Chi vota M5s elegge questi signori. I vertici non sapevano?”. E il senatore di Forza Italia Renato Schifani aggiunge: “di questo passo, con uno scandalo al giorno, sarà una bella incognita per Di Maio, Grillo e Casaleggio la composizione della pattuglia dei parlamentari grillini che verrà fuori il 5 marzo. Se la campagna elettorale prosegue tra espulsioni ed epurazioni farlocche ne vedremo delle belle non essendo infatti possibile per chi è candidato farsi da parte mentre la corsa è iniziata. Comincia a mostrare le crepe la favola raccontata dal M5s su trasparenza, candidati presentabili e super competenti, onestà, democrazia e tante altre belle parole utilizzate per marcare le differenze con gli altri partiti”.

 

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