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Cultura

Diario di Vite dal Mare di Sicilia, la mostra di Massimo Sansavini

Con Touroperator a Ravenna sono esposte le opere realizzate con il legno degli scafi dei migranti
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

“Ricordate, ricordate sempre, che tutti noi, e tu ed io in particolare, discendiamo da immigrati”, (Franklin D. Roosevelt). Touroperator, la mostra itinerante che presenta opere di Massimo Sansavini, realizzate con il legno degli scafi dei migranti continua il suo percorso espositivo a Ravenna, con il patrocinio di Amnesty International. Sansavini è l’unico artista ad aver ottenuto l’autorizzazione dal Tribunale di Agrigento per entrare nel girone dantesco del cimitero delle barche di Lampedusa, nell’ex-base americana Loran: qui accanto ai molti scafi, ormai abbandonati, sono rimasti molti degli oggetti personali che hanno accompagnato i viaggi della speranza attraverso il Mediterraneo verso la speranza di un futuro migliore. Il legno prelevato dalle imbarcazioni abbandonate è stato trasformato dall’artista in sculture che raccontano i singoli naufragi. A ricordarceli il titolo dell’opera: la data in cui è avvenuto. Il logo “Touroperator” trae ispirazione dalla scritta Abreit Macht Frei che campeggiava sui cancelli dei campi di concentramento.

Ad organizzare la mostra, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna, Istituzione Biblioteca Classense in collaborazione con Rete civile contro il razzismo e xenofobia Ravenna, Casa delle Culture ed Assessorato comunale all’immigrazione e con il patrocinio di Amnesty International Italia. L’iniziativa è programmata in occasione della Settimana internazionale contro il razzismo e la discriminazione razziale. Touroperator è stata accolta da: Musei San Domenico, Forlì – Parlamento Europeo, Bruxelles – sede della Regione Emilia-Romagna, Bologna – Fondazione Zoli per l’arte Contemporanea, Forlì – Stazione Marittima Zaha Adid, Salerno – Comune di Imola – Arsenale della Marina Regia – Museo del Mare di Palermo. Dal 23 febbraio al 18 marzo 2018 alla Biblioteca Classense – Manica Lunga via Baccarini, 3 di Ravenna. Ingresso libero.

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