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Economia

Giochi, Baretta: Completare i decreti in sospeso è dovere civico

Il sottosegretario: Significherebbe mettere un punto di riferimento preciso
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

“Ci sono stati degli eccessi: per un periodo c’è stato un eccesso liberista e poi è subentrato un approccio di tipo proibizionista come se il proibizionismo fosse possibile. È evidente che c’è una costante antropologica infatti e che il gioco fa parte della vita, il tema del proibizionismo ci allontana dalla gestione intelligente del problema. Cito il proibizionismo perché è il dibattito prevalente. Si tratta di un tema contraddittorio. Dobbiamo cercare di affrontarlo. L’obiettivo culturale del governo in questi ultimi anni è stato quello di rendere il gioco una condizione normale della vita, una presenza, ma senza eccessi. Abbiamo iniziato a lavorare su questo, ma è un percorso lungo. Non bastano pochi anni, ma è la tendenza che dovremmo rendere esplicita”. Lo ha detto il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, intervenendo alla presentazione del libro dello psichiatra Riccardo Zerbetto “Il senso del gioco. Tra competizione, vertigine, caso e responsabilità: la sfida del giocatore e quella delle istituzioni”.


“L’obiettivo della normalità – ha continuato Baretta – consente di avere un approccio non proibizionista, ma non di eccessiva liberalità e permette al mercato di vivere e gestirsi. Una carenza di iniziativa pubblica nazionale c’è stata – ha ricordato -. Gli enti locali hanno affrontato il tema in cui l’approccio “proibizionista” è stato possibile perché non avevano né oneri né onori. L’approccio di equilibrio era meno necessario quindi in modo comprensibile ha prevalso una linea di proibizionismo sociale. Ma questo ha fatto sì che la linea di dominio pubblico diventasse quella delle distanze. Una cosa è dire costruiamo i casinò e un’altra è dire creiamo dei quartieri che poi diventano come li ho definiti io delle zone a luci rosse del gioco”. Baretta è tornato poi sulla riduzione del numero delle slot e l’accordo con gli enti locali: “Siamo in fase applicativa del decreto, entro aprile contiamo di concludere il percorso intrapreso”.

Ma ha poi aggiunto: “Il Piemonte non è lontano dalla Liguria, e non cito queste due regioni a caso perché ci sono due diversi approcci istituzionali. Abbiamo cercato di dare un percorso. È chiaro che abbiamo in sospeso delle cose: Abbiamo in sospeso il decreto di applicazione dell’accordo. siamo in ritardo per una ragione precisa, perché a 20 giorni dall’accordo la Regione Piemonte ha piazzato una normativa che riduce del 90 per cento la presenza delle slot. È chiaro cosa comporta la previsione di perdita dovuta a un eccesso di zelo, quindi stiamo rifacendo dei calcoli”. Secondo decreto in sospeso è quello che riguarda “il contingentamento, che è pronto e non ha senso tenere nei cassetti, e il terzo tema che va affrontato è quello delle specifiche delle Awp da remoto che devono essere messe in cantiere. Questi 3 decreti che hanno forme giuridiche diverse vanno completati e vanno completati nel tempo che ci resta da governare perché è un dovere civico che consentirebbe di avere un punto di riferimento preciso”.

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