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Napoli, Autorità garante infanzia sollecita tavolo concertazione su politiche educative

Segno di solidarietà alla madre di Arturo, accoltellato a dicembre da un gruppo di coetanei
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

“Istituire un tavolo interistituzionale permanente, con la partecipazione di una componente di minorenni e giovani adulti e di rappresentanti di associazioni familiari”, quale centro di osservazione e monitoraggio del fenomeno della devianza minorile e luogo di concertazione di politiche di intervento. Lo sollecita l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, in una nota indirizzata alle istituzioni locali in relazione ai recenti eventi di cronaca avvenuti a Napoli, “che hanno visto come protagonisti persone di minore età coinvolte in fatti aventi rilevanza penale, per lo più realizzati in gruppo”. Nella nota si chiede, inoltre, di “acquisire dati e informazioni utili ad approfondire la conoscenza del fenomeno” e di conoscere “quali politiche educative, di prevenzione e di sostegno sono state o si intendono realizzare” al fine di promuovere la cultura del rispetto dei diritti.


“Le notizie apprese dalla stampa in merito ai numerosi episodi di reati commessi da minorenni nel capoluogo campano – spiega la Garante Albano – richiedono una riflessione attenta ed approfondita, non soltanto in termini di interventi tesi ad arginare il fenomeno ma anche e soprattutto con riferimento alle azioni di prevenzione e di educazione al rispetto della legalità da mettere in atto. Ritengo importante, da questo punto di vista, che ci si muova secondo un’ottica di ‘rete’ e che tutti i soggetti interessati operino secondo una modalità sinergica e integrata. Senza dimenticare il fondamentale ruolo educativo svolto dalla scuola e, ancora prima dalla famiglia, che rappresenta il luogo deputato alla trasmissione dei valori della solidarietà e del rispetto delle regole e dell’altro”.


“Questa nota vuole essere anche un segno di solidarietà alla madre di Arturo, il giovane accoltellato lo scorso mese di dicembre a Napoli da un gruppo di coetanei, che con coraggio e determinazione ha sollecitato le mamme dei ragazzi coinvolti a denunciare i propri figli. Mi rivolgo ai genitori dei ragazzi coinvolti e in particolare alle mamme – conclude la Garante – affinché, denunciando, affidino i propri figli al sistema della giustizia. Denunciare significa infatti compiere un atto di coraggio e offrire ai ragazzi che delinquono una occasione per riflettere, per riscattarsi e per riparare agli errori commessi”.

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