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Politica, Centrosinistra

Boldrini (LeU): alleanze reggono se si basano sul merito

"Noi di LeU andiamo a riempire un vuoto che si è creato perché mancava una forza progressista che è stata delusa del Pd, andiamo come alternativa democratica di sinistra"
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

“Credo ci si debba lavorare ma deve essere chiaro che mettersi insieme solo per fare un’alleanza contro non funziona, bisogna convincere l’elettorato, le alleanze reggono se si basano sui programmi e se ci sono proposte condivise specialmente per il futuro di due Regioni così importanti come il Lazio e la Lombardia”. Laura Boldrini, presidente della Camera ed esponente di Liberi e Uguali interviene, ospite a Circo Massimo su RadioCapital, nel dibattito sulla ricerca di unità nel centrosinistra nella partita delle Regionali. “L’auspicio è che si vada sul merito e sul merito ci siano i punti di convergenza. Oggi ci saranno le assemblee dei delegati di Leu della Lombardia e del Lazio: vediamo cosa i delegati vogliono fare perché chi decide a livello nazionale non può bypassarli”. Sinistra italiana ha fatto dei distinguo tra Lazio e Lombardia aprendo a una possibile unità nel Lazio ma chiudendo sul nome di Giorgio Gori. “Zingaretti – spiega la Boldrini – ha ereditato una situazione complicata e la sua strada era in salita. Per Gori invece è diverso, lui ha fatto il sindaco, altra esperienza. Ma per dare appoggio serve condivisione di programmi – continua – una stessa idea di scuola, di sanità, una visione comune perché non ha senso fare alleanze contro, bisogna entrare nel merito”.

”Io non sono affatto contenta della divisione del centrosinistra. Ho seguito con interesse il tentativo di Pisapia. Ma nel Pd siamo passati dal 40% delle Europee del 2014 ai sondaggi del 25%, c’è stato uno smottamento elettorale. Dunque bisognava fare un passaggio per capire cosa non è andato più. E questo passaggio non c’è stato”. E ancora: “Io sono per l’unità ma si deve partire dalla volontà di cambiare rotta. E questa presa d’atto non c’è stata”. Renzi? “Non la metto sul personale, ma sicuramente la sua personalità è difficile”, aggiunge. In ogni caso un “patto prima del voto, è impensabile”. Liberi e Uguali, dice Boldrini, è “un argine all’astensionismo Se non ci fosse LeU aumenterebbe l’astensione o il voto di protesta. Noi andiamo a riempire un vuoto che si è creato perché mancava una forza progressista che è stata delusa del Pd quindi noi andiamo come alternativa democratica di sinistra”.  Il Pd è di sinistra? “Alcune leggi fatte sono state importanti come le Unioni civili ma anche il biotestamento, gli ecoreati o la legge contro il caporalato. Ma ci sono altri provvedimenti che hanno diviso moltissimo come il Jobs act o la riforma della scuola o quella costituzionale. Si poteva dialogare. Lì sono stati commessi errori, ci vuole rispetto nella trattativa e nelle alleanze”.

La numero uno della Camera chiude ai 5 Stelle: “Io credo che la democrazia italiana sia bella solida, ma sicuramente in questi anni ho visto come il comportamento del M5S ha fatto di tutto per delegittimare l’istituzione parlamentare che è il cuore della nostra democrazia, con il loro comportamento, un comportamento di chi non le rispetta”. E rispetto ad un’alleanza con il M5s ripete: “Non credo che ci siano punti di congiunzione con i 5 Stelle che non sono un partito progressista e di sinistra. Quando Di Maio dice: facciamo un governo con chi ci sta sbanda, destra e sinistra non sono intercambiabili”. Per quanto riguarda la destra, un accordo Pd-Forza Italia “lo vedo male, perché gli elettori vogliono essere rispettati, non votano Pd per governare con il centrodestra. Penso che con questa legge elettorale, che non garantisce molto la governabilità, ci sarà un momento in cui dovremo capire come andare avanti, anche con l’aiuto del Presidente Mattarella. Però penso che questo schema qui non può essere apprezzato” dice la presidente della Camera commentando le notizie sull’accordo sulle larghe intese che arrivano dalla Germania.

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