Did you know we have an international section? Click here to read our news in your english!
X

Accedi

Economia, Gioco d'azzardo

Giochi e riciclaggio, studio Uif: dall’online alle vlt tutti i rischi del sistema

Anche nel 2016 sono ancora i gestori ad accentrare percentuale maggiore segnalazioni (circa l’80%). Forme di gioco su rete fisica si confermano fonte di anomalie, riconducibili a vulnerabilità proprie della rete
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

“Il Rapporto annuale dell’UIF sull’attività svolta nel 2016 conferma, fra le modalità più frequentemente utilizzate dalle consorterie criminali nel settore dei giochi on line, delle slot machine e delle scommesse sportive, l’infiltrazione attraverso prestanome in seno a società che gestiscono le scommesse e le sale gioco. A latere del circuito legale si rileva una sempre più rilevante attività svolta mediante la gestione su piattaforme illegali delle scommesse sportive e dei videopoker, con l’utilizzo di server ubicati in paesi esteri”. Lo sottolinea la Uif (Unità di informazione finanziaria) di Bankitalia tornando a lanciare l’allarme sui rischi di riciclaggio nel settore. “D’altro canto – si ricorda – il gioco on line è per natura “transfrontaliero”; i siti di gioco alternativi a quelli autorizzati sono facilmente accessibili attraverso la rete. Ne deriva la possibilità di un’offerta illegale di gioco on line, la cui entità è difficilmente stimabile. Le casistiche segnalate alla UIF. Il Rapporto UIF del 2016 conferma anche per tale anno il trend di crescita delle segnalazioni trasmesse dagli operatori non finanziari (passate da 1.864 nel 2015 a 2.584 nel 2016); in termini assoluti, sono ancora i gestori di giochi e scommesse ad accentrare la percentuale maggiore di segnalazioni di tale categoria (circa l’80%), con un incremento annuo che sfiora il 40%. Le forme di gioco su rete fisica si confermano fonte di anomalie, il più delle volte riconducibili a vulnerabilità proprie della rete commerciale di cui si avvalgono i concessionari di gioco.

Spesso sono state segnalate all’Unità situazioni riconducibili a carenze nell’adeguata verifica della clientela da parte della rete distributiva dei punti vendita, restii a fornire ai concessionari la documentazione necessaria a identificare la clientela. Tra le forme di gioco fisico sono indicati come particolarmente rischiosi gli apparecchi da intrattenimento Vlt e le scommesse a quota fissa, specie per l’elevato ricorso al denaro contante nelle operazioni sotto-soglia . Con riguardo all’utilizzo delle VLT, la potenziale connessione con flussi di denaro contante di dubbia origine è stata riscontrata anche in alcune segnalazioni inoltrate da operatori di gioco e riferite ad anomale concentrazioni di incassi di ticket
emessi da VLT. Le peculiari modalità di funzionamento di tali apparecchiature le rendono particolarmente vulnerabili al rischio di utilizzi impropri: l’utente può, infatti, attivare il gioco mediante il caricamento diretto di banconote nella macchina e successivamente interrompere la sessione in qualsiasi momento, ottenendo la restituzione del credito residuo dietro presentazione di un ticket stampato direttamente dalla VLT.

In proposito il Rapporto UIF per il 2016 precisa: “(…)in linea teorica, tali apparecchiature offrono la possibilità di conferire apparente legittimazione a somme di denaro contante di origine ignota, garantendone la trasformazione in ticket al portatore, a loro volta liquidabili mediante bonifici o assegni circolari”. L’analisi delle segnalazioni di operazioni sospette nel settore delle scommesse sportive ha consentito di individuare come anomala l’effettuazione di consistenti vincite su specifici eventi sportivi privi di particolare notorietà o risonanza mediatica. Altra anomalia consiste nel sistematico ricorso a una serie di scommesse su uno stesso evento a rischiosità media in modo da coprire tutto il possibile ventaglio delle probabilità; l’espediente è volto, da un lato, a realizzare vincite “sicure”, dall’altro, a poter disporre di capitali “ripuliti”. La circostanza che l’importo delle vincite risulti spesso inferiore a quello complessivo delle giocate rappresenta il costo del riciclaggio. Riguardo al gioco online, come rilevato anche nel documento sull’Analisi nazionale dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, è ritenuta rischiosa la possibilità di utilizzare piattaforme informatiche gestite da società straniere prive di autorizzazione, dato che i relativi flussi finanziari sfuggono al monitoraggio delle autorità italiane.

Le principali anomalie segnalate riguardano l’utilizzo del conto di gioco che, in base alla normativa di settore, il concessionario deve aprire a ogni giocatore per registrarvi le ricariche, le giocate, le vincite e i rimborsi. Le segnalazioni analizzate evidenziano ricariche di conti di gioco effettuate mediante carte presumibilmente rubate o clonate o con mezzi di pagamento provenienti da soggetti diversi dal titolare del conto. È emersa inoltre la modalità di ricarica tramite le cd. “scratch cards”, carte al portatore spesso acquistate in contanti. Nel corso del 2016 sono pervenute numerose segnalazioni da parte di concessionari di gioco a distanza, relative a pratiche collusive poste in essere da clienti dediti ai cosiddetti skill games, giochi caratterizzati dalla prevalenza dell’abilità del giocatore rispetto alla componente aleatoria. Riferisce in proposito l’ultimo Rapporto UIF che “dette pratiche collusive sarebbero utilizzate per giocare in modo concertato a danno di terzi partecipanti al torneo, oppure per dissimulare trasferimenti di denaro. A tale attività fanno da corollario fenomeni di furto dell’identità digitale, finalizzati all’attivazione di conti di gioco alimentati da carte di pagamento sottratte e impiegate per simulare attività di gaming la cui unica finalità è quella di consentire un trasferimento di disponibilità tra i giocatori e la connessa monetizzazione”.

I soggetti menzionati nelle segnalazioni in questione – nota ancora la Uif – sono stati sovente oggetto di precedenti segnalazioni trasmesse da intermediari bancari in cui venivano sottolineati la frequenza delle vincite, gli importi complessivi cospicui e l’incoerenza del profilo soggettivo. Un interessante caso di operatività anomala nel settore del gioco ha riguardato, infine, l’utilizzo di disponibilità di società in liquidazione per acquistare fiches al Casinò. Le fiches non sono state impiegate per attività di gioco ma cambiate in contanti con operazioni sotto la soglia prevista per l’acquisizione dei dati identificativi del cliente ovvero utilizzate per richiedere l’emissione di assegni. L’analisi finanziaria ha evidenziato come l’operatività in parola fosse presumibilmente finalizzata a distrarre fondi dal patrimonio della società in liquidazione in danno dei creditori.

Notizie correlate