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Calabria

‘Ndrangheta, arresti Taurianova: interessi clan su edilizia

'Ndrangheta, arresti Taurianova: interessi clan su edilizia
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di NeC

Uno dei filoni investigativi, curato dall’Arma dei carabinieri e dalla Polizia di Stato che nella mattinata di martedì ha portato all’arresto di 48 persone, è quello che ha consentito di evidenziare, ancora una volta, l’ingombrante presenza della cosca Zagari–Fazzalari-Viola a Taurianova e come la consorteria criminale operi in un clima diffuso di intimidazione ambientale che le consente di assumere il controllo e la direzione di settori nevralgici dell’economia: quello delle intermediazioni immobiliari, quello delle produzioni serricole e delle energie rinnovabili. Lo spaccato restituito dalle indagini è, infatti, quello di un mercato immobiliare controllato in maniera asfissiante dalla ‘ndrangheta, in continua ricerca di terreni da acquisire attraverso prestanome, imponendo agli proprietari cedenti la scelta degli acquirenti. I Fazzalari poi, in sinergia con i Maio-Cianci di San Martino di Taurianova, reinvestono in attività imprenditoriali cercando di piegare al loro volere l’operato della pubblica amministrazione. Proprio quest’ultimo aspetto costituisce il dato più allarmante emerso dalle investigazioni: la posizione di un’amministrazione comunale, quello di Taurianova (già primo ente pubblico sciolto per mafia, nel 1991, poi nel 2009 e nel 2013), il cui primo cittadino, Domenico Romeo “scende a patti” con le cosche dominanti e, durante le elezioni comunali del 2011, culminate con la sua rielezione, si rivolge alle famiglie mafiose per ottenere voti in cambio del suo personale impegno a rilasciare concessioni edilizie sui fondi agricoli per l’avvio di attività imprenditoriali finalizzate allo sfruttamento delle energie rinnovabili da parte di aziende riconducibili alla ‘ndrangheta. Le indagini dei carabinieri hanno documentato, peraltro, anche le difficoltà incontrate per l’effettiva attuazione del progetto criminale: ad esempio, lo scontro tra il sindaco Romeo ed il responsabile dell’ufficio Tecnico, a causa del mancato rilascio, da parte di quest’ultimo, delle concessioni previste, ritenute illegittime per l’assenza di Piano strutturale comunale (Psc). Il mancato asservimento renderà il tecnico comunale bersaglio di ripetuti atti intimidatori e minacce, perpetrate anche da parte dello stesso Romeo.

Sul fronte delle indagini condotte parallelamente dalla Polizia di Stato, si è appurato che la famiglia Sposato, attraverso l’opera di mediazione dell’ex assessore Francesco Sposato cl. 1967 (tratto in arresto oggi per associazione mafiosa), aveva influito sull’iter di aggiudicazione dei lavori alle ditte ad essa collegate; a seguito del rifiuto opposto dalla Giunta Romeo iniziò una serie di pressioni sul sindaco con minacce ed atti di danneggiamento. Al riguardo, si fa presente che, già a settembre del 2008, venivano esplosi alcuni colpi di arma da fuoco all’indirizzo dell’autovettura del sindaco; successivamente al sindaco venivano recapitate, in busta chiusa, alcuni proiettili di arma da fuoco ed il 14 febbraio 2012 avvenne la deflagrazione di un ordigno esplosivo ad alto potenziale all’interno di una stalla di proprietà di Antonio Romeo, sita in contrada Furnà di Taurianova, che causò la morte di un cavallo ed il ferimento di un altro di proprietà del fratello Domenico, nonché il danneggiamento del maneggio che li ospitava.