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Economia, Giochi

Marino: Baretta ci ha chiesto tempo, ma se risultato è questo Parlamento si è pentito

Il presidente della Finanze del Senato: “Il sottosegretario venga in commissione, sarebbe dovuto venire lui da noi, invece ha rimandato. Parlamento unico a essersi comportato in modo corretto”
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Il presidente della commissione Finanze del Senato chiede al sottosegretario Pierpaolo Baretta di fare il punto sull’accordo Stato-Regioni in materia di giochi. Lo anticipa ad Agv Agenzia giornalistica il Velino lo stesso Mauro Maria Marino che spiega che compatibilmente con le disponibilità del sottosegretario chiederà un’audizione la prossima settimana. “Ci stavamo occupando del ddl di riordino del settore – ricorda Marino -, Baretta ci ha fermato chiedendo tempo perché stava concludendo l’accordo con le Regioni. Noi allora abbiamo fatto un passo indietro. Lo scorso 7 settembre è stata siglata l’intesa in Conferenza Unificata, ma essendo piemontese – continua l’esponente Pd – ho capito che qualcosa non funzionava. Avevamo chiesto a Baretta un confronto, lui prima ci ha detto di sì e poi l’appuntamento è stato rinviato. Poi qualche giorno prima dell’entrata in vigore della legge del Piemonte c’è stata la lettera del presidente Chiamparino al presidente del Consiglio regionale Mauro Laus”. Una lettera che ha suscitato molte polemiche e a cui è seguito l’intervento chiarificatore dello stesso Sergio Chiamparino. “La giunta e il Consiglio si sarebbero dovuti parlare prima, ma la considerazione amara che faccio è che se il risultato del nostro passo indietro è questo c’è un po’ di preoccupazione”. “La mia richiesta – continua il senatore dem – è che Baretta ci venga a raccontare quanto sta accadendo. Gli chiediamo di venire in commissione la prossima settimana. É una forma di correttezza informare il Parlamento. Mi domando perché hanno sottoscritto l’accordo. Quale immagine si dà ai cittadini?”. Alla domanda di chi siano le responsabilità, Marino sottolinea che “è la somma che fa il totale”.

Vista la situazione che si stava profilando, però, rimarca Marino, “era il sottosegretario che sarebbe dovuto venire da noi. Ora torno di nuovo a chiedere che ci sia un confronto. L’unico che si è comportato correttamente è il Parlamento. Ma se questo è il risultato ne siamo assolutamente pentiti”. Cosa pensa, lei piemontese, delle scelte fatte dalla sua Regione? “Il Piemonte fa benissimo a difendere le proprie prerogative, ma allora mi chiedo perché hanno firmato il patto? Dovevano pensarci prima. Il punto è se si rispettano o meno gli accordi. Ritengo che il settore si debba normare veramente e seriamente”. Una riforma che però non si riesce a raggiungere nonostante i tanti tentativi iniziati dalla Delega fiscale. “A questo punto – conclude Marino – mi viene il dubbio che qualcuno abbia interesse a che questa riforma non arrivi mai. Sarà nostro dovere capire perché”.

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