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Esteri

Russiagate, Flynn confessa: contatti con i russi. E si fa il nome di Kushner

Il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente avrebbe mentito sui contatti con l'ambasciatore russo. Secondo indiscrezioni sarebbe stato il genero e consigliere di Trump a chiedergli di avvicinare i russi
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Velino International

Sale il clamore negli Stati Uniti sul tema Russiagate mentre l’ombra lunga dello scandalo si avvicina sempre più allo Studio Ovale. Anche se Donald Trump esclude la collusione e si dice per nulla preoccupato di quanto sta accdendo intorno a lui. L’ex consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Donald Trump, Michael Flynn, si è dichiarato colpevole ieri di aver mentito all’Fbi dopo l’accusa di aver reso dichiarazioni false in merito ai suoi contatti con la Russia. Lo rivelano documenti diffusi dall’ufficio del procuratore Robert Mueller. Flynn è accusato di aver rilasciato dichiarazioni mendaci durante una deposizione sotto giuramento sul contenuto di un incontro a dicembre con l’ambasciatore russo Kislyak, al quale avrebbe chiesto di votare contro una risoluzione Onu che condannava gli insediamenti israeliani nei Territori occupati e di una telefonata nella quale avrebbe chiesto ai russi di evitare ritorsioni sulle sanzioni imposte da Obama per le interferenze russe nelle presidenziali. Un incontro e una telefonata che Flynn aveva nascosto all’Fbi e al vicepresidente Usa Mike Pence. All’uscita della notizia, Trump lo aveva costretto a dimettersi ad appena 24 giorni dall’assunzione dell’incarico. “Ho sbagliato. La mia dichiarazione di colpevolezza e la volontà di cooperare con il procuratore speciale riflettono la decisione che ho preso nell’interesse della mia famiglia e del mio Paese. Accetto la piena responsabilità delle mie azioni”, ha affermato l’ex consigliere, che potrebbe con la propria testimonianza mettere in serie difficoltà lo stesso presidente. Secondo il procuratore Mueller sarebbe stato un ” importante funzionario” della squadra di Trump a chiedere a Flynn di incontrare i russi, e diversi media Usa identificano questo funzionario in Jared Kushner, il genero e consigliere di Trump. Intanto la Casa Bianca prende le distanze da Flynn, con il consigliere speciale Ty Cobb che commenta: le dichiarazioni e le incriminazioni di Flynn “riguardano soltanto lui e non altri” e “riflettono le menzogne” che disse a funzionari dell’amministrazione Usa e che portarono alle sue dimissioni dello scorso febbraio”. Dal canto suo Trump ha affermato: “Ho dovuto licenziare il generale Flynn perché aveva mentito al vice presidente e all’Fbi. Si è dichiarato colpevole per queste cose. E’ un peccato perché le sue azioni durante la transizione erano legali. Non c’era nulla da nascondere!”.

 

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