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Economia, Ludopatie

Giochi, prima Giornata mondiale su Dipendenze tecnologiche e cyberbullismo

Si terrà sabato 2 dicembre ad Ancona organizzata dall’Associazione nazionale Di.Te.
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Si è parlato di dipendenze tecnologiche oggi presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati in Piazza Montecitorio. Sono tante e hanno diverse sfaccettature: c’è la Nomofobia, la paura di non avere con sé il cellulare e di non poterlo controllare, la FOMO, ovvero la paura di essere tagliati fuori da qualcosa, il Vamping e tutti gli altri fenomeni legati alle web compulsioni che tengono incollate le persone agli strumenti digitali, in particolar modo allo smartphone, e la loro vita di relazione ne risente in modo compromettente. A volte, anche in modo patologico, come succede con il gioco d’azzardo. Ci sono poi le sindromi multidimensionali, vale a dire quelle che portano ai giochi di ruolo online con assiduità o a crearsi un’identità virtuale. Secondo un recente sondaggio online condotto dall’Associazione Di.Te. su un campione di 500 persone di età compresa tra i 15 e i 50 anni emerge che il 51% dei ragazzi tra i 15 e i 20 anni ha difficoltà a prendersi una pausa dalle nuove tecnologie, controllano in media lo smartphone 75 volte al giorno e il 7% di loro lo fa fino a 110 volte al giorno, ammettendo inoltre di non riuscire a prendere una pausa dal device di almeno 3 ore nel 79% dei casi. Inoltre, non riescono ad abbandonare il bisogno di guardare lo smartphone, magari per chattare anche durante le ore notturne. Gli adulti non sono così distanti dai giovani, il 49% degli over 35 non sa stare senza cellulare, verifica se sono arrivate notifiche o messaggi almeno 43 volte al giorno, di cui un 6% arriva a sfiorare le 65 volte, e di stare 3 ore senza buttare un occhio sullo schermo non se ne parla per il 58% di loro.


Gli ultimi anni hanno visto una diffusione del fenomeno degli Hikikomi nei paesi europei, compresa l’Italia. Nonostante non siano disponibili ad oggi dati certi sulla prevalenza del fenomeno nel nostro Paese, secondo alcune stime non ufficiali il numero di giovani coinvolti sarebbe compreso tra i 30.000 e i 50.000. Gli Hikikomori sono ragazzi e giovani adulti, di età compresa tra i 13 e i 35 anni, che decidono volontariamente di vivere reclusi nelle proprie stanze, evitando qualsiasi tipo di contatto col mondo esterno, familiari inclusi. Si tratta di una sorta di auto-esclusione dalla società odierna, le cui pressioni e richieste vengono percepite come insostenibili. Sabato 2 Dicembre, ad Ancora, nella sede dell’Università Politecnica delle Marche, si terrà la prima Giornata Nazionale sulle Dipendenze Tecnologiche e Cyberbullismo, organizzata dall’Associazione Nazionale Di.Te. in collaborazione con la Cooperativa Sociale Vivere Verde Onlus, finalizzata a porre l’attenzione sulle dipendenze tecnologiche e sul loro corretto utilizzo, oltre che sui rischi che queste possono provocare.

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