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Politica

Minniti: dopo scacco militare di Daesh, minaccia terroristica più pesante

Minniti lancia un allarme sul "ritorno dei foreign fighters” a casa dopo la caduta delle roccaforti Isis. Il rischio è che possano mimetizzarsi nei flussi migratori
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Bisogna tenere alta la guardia a partire dalle prossime settimane e dai prossimi mesi perché dopo lo scacco militare che ha subito negli ultimi mesi Daesh la minaccia terroristica si fa più pressante. E’ l’allarme lanciato dal ministro dell’Interno Marco Minniti intervenuto, in aula alla Camera, nel corso del seminario del Gruppo speciale sul Mediterraneo e Medio Oriente dell’Assemblea parlamentare della Nato. Minniti parla di “scacco militare drammatico che Daesh ha subito negli ultimi mesi, con le cadute di Mosul e Raqqa”. “Sarebbe sbagliato se non prendessimo atto di questo successo, ovvero le cadute delle due roccaforti. Ma se qualcuno mi chiedesse se questo significa la fine di Daesh, la mia risposta è secca: no”, dice il numero uno del Viminale. Anzi, “proprio per questo scacco forse Daesh potrebbe essere portato a sviluppare” una più massiccia “risposta terroristica”. “Occorre tenere molto alta la guardia”, è “importantissimo sviluppare il massimo di cooperazione internazionale, perché Raqqa e Mosul possono essere miniere di informazioni per identificare i foreign fighters”.

E ancora: Minniti lancia un allarme sul “ritorno dei foreign fighters”. “Se l’anno scorso qualcuno mi avesse chiesto: è possibile che un foreign fighter possa utilizzare i flussi migratori per minacciare l’Europa, avrei risposto di no. Nel momento in cui tuttavia si tratta di una fuga individuale, di una diaspora”, dopo la caduta delle roccaforti Isis, “il rischio reale è che singoli soggetti possano mimetizzarsi nei flussi migratori, dunque occorre guardare con attenzione a due questioni. L’Africa settentrionale, in particolare la Libia, visto che il suo confine sud diventa sempre più il confine sud di tutta l’Europa. E l’altra questione riguarda i Balcani, lì si gioca una partita cruciale”.

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