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Politica, Vaccini

Consulta respinge ricorsi Regione Veneto su obbligatorietà

Per la Corte Costituzionale le misure spettano al Parlamento. Lorenzin: Grande soddisfazione. Zaia: Si passa a coercizione
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Le vaccinazioni obbligatorie per accedere a scuola sono legittime. Lo ha deciso la Corte Costituzionale che ha bocciato i ricorsi presentati dalla Regione Veneto perché le “questioni non sono fondate”. Per la Consulta le misure adottate sono una scelta che tocca al Parlamento che è intervenuto sulla materia con la legge in vigore dal 6 agosto scorso. Normativa che prevede 10 vaccini obbligatori per l’iscrizione a scuola da 0 a 16 anni, pena la non iscrizione fino ai 6 anni, il pagamento di multe da 100 a 500 euro per i genitori dei bambini dai 6 anni in poi e la nascita dell’Anagrafe nazionale vaccini. “Le misure in questione rappresentano una scelta spettante al legislatore nazionale – scrive la Corte Costituzionale -.  Questa scelta non è irragionevole, poiché volta a tutelare la salute individuale e collettiva e fondata sul dovere di solidarietà nel prevenire e limitare la diffusione di alcune malattie”. Esulta, su twitter, la ministra della Salute Beatrice Lorenzin: “Grande soddisfazione per la conferma di costituzionalità del #decretovaccini da parte della Consulta. I vaccini sono una conquista della scienza e una delle più importanti misure di prevenzione esistenti. Il decreto protegge la salute dei nostri bambini e di tutta la comunità”.

Immediata anche la reazione del presidente della Regione Veneto  Luca Zaia: “Prendiamo atto di questa sentenza della Consulta, che rispettiamo. Come governatore io ho fatto solo il mio dovere, perché ho difeso un modello che esisteva da dieci anni, fondato sulla libertà di scelta e sul dialogo con le famiglie. Ora si passa alla coercizione – aggiunge il governatore -. Non abbiamo mai avuto posizioni contro le vaccinazioni, anzi, mi spiace che la difesa di questo modello, che condividiamo con 15 Paesi europei, come la Gran Bretagna, e che è stato concordato e monitorato col Ministero della Salute, sia stata presa come una posizione no vax. Con la sentenza di oggi si scrive la parola fine su un modello su cui ci siamo spesi, anche culturalmente, con un dialogo con le famiglie, e si passa alla coercizione”.

 

 

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