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Economia, Economia

Conti pubblici, la Ue invia nuova lettera all’Italia, ma decisione su manovra a maggio

Katainen: "La situazione non sta migliorando"
Roma, 14 novembre 2017 - 22:58
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino

 

 

 

La   Commissione europea invierà all’Italia una nuova lettera sulla legge di Bilancio 2018 chiedendo ulteriori chiarimenti e l’assunzione di impegni per il 2018. Per la decisione però si dovrà aspettare maggio del 2018, dal momento che verranno presi in esame tutti i dati consuntivi del 2017. La decisione è stata presa dai commissari nel corso della riunione di oggi, nel corso della quale hanno discusso del semestre europeo di governance economica e degli orientamenti della  politica di bilancio della zona euro. “Decideremo la prossima settimana – ha fatto sapere il vicepresidente della Commissione europea, Jyrki Katainen -. Ma il fatto che la situazione in Italia non stia migliorando possono vederlo tutti dalle cifre”. Ottimista il sottosegretario agli Affari europei, Sandro Gozi, il quale si è detto “fiducioso” che si possa arrivare “a una soluzione positiva” “Non so quali siano le valutazioni della commissione oggi però ritengo che la nostra posizione sia conforme agli obiettivi comuni e agli impegni perseguiti dall’Italia”. Critico, invece, il capogruppo di FI alla Camera Renato Brunetta. “Apprendiamo con preoccupazione che il vicepresidente della Commissione Europea, Jyrki Katainen, ha dichiarato che Bruxelles è pronta ad inviare una lettera ufficiale al Tesoro italiano nella quale verranno richiesti chiarimenti dettagliati sulla bozza della Legge di Bilancio per il 2018, e dove verrà ricordato al governo di Paolo Gentiloni e al suo ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan che, purtroppo, la situazione economica italiana non è affatto migliorata. La lettera, come anticipato dallo stesso Katainen, arriverà a Roma la prossima settimana, ma le dichiarazioni pesantissime del vicepresidente rappresentano una sentenza senza appello sulla gestione dissennata che i governi Gentiloni e Renzi hanno fatto dei conti pubblici”.

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