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Economia, Economia

Ue, Bce: in Eurozona espansione solida e generalizzata

Dimezzato Qe ma ribadita necessità ampio grado stimolo monetario
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

“Nell’area dell’euro prosegue l’espansione solida e generalizzata dell’attivita’ economica. I dati piu’ recenti e i risultati delle ultime indagini congiunturali indicano una perdurante dinamica espansiva nella seconda meta’ dell’anno. Le misure di politica monetaria della Bce continuano a sostenere la domanda interna, presupposto essenziale per ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell’inflazione verso livelli inferiori ma prossimi al 2 per cento nel medio termine”. E’ quanto si legge nel Bollettino economico della Bce. “I consumi privati sono sospinti dalla crescita dell’occupazione, che a sua volta beneficia delle intervenute riforme del mercato del lavoro, e dall’aumento della ricchezza delle famiglie. La ripresa degli investimenti delle imprese continua a essere sostenuta da condizioni di finanziamento molto favorevoli e da miglioramenti nella redditivita’ delle imprese. Si sono rafforzati anche gli investimenti nel settore delle costruzioni. I rischi per le prospettive di crescita nell’area dell’euro rimangono sostanzialmente bilanciati – prosegue la Banca centrale europea -. Da un lato, il forte slancio congiunturale, evidenziato dalla recente evoluzione degli indicatori del clima di fiducia, potrebbe dar luogo a ulteriori sviluppi inattesi per la crescita; dall’altro, i rischi al ribasso rimangono principalmente riconducibili a fattori di carattere internazionale e agli andamenti nei mercati valutari. A livello mondiale, la crescita si e’ estesa a diversi paesi e gli indicatori congiunturali segnalano una dinamica sostenuta”. 

“Dopo un rallentamento nel secondo trimestre del 2017, la dinamica del commercio mondiale si e’ rafforzata a luglio ed e’ rimasta solida in agosto, trainata principalmente dalle economie avanzate. Gli indicatori anticipatori continuano a segnalare prospettive positive per la crescita del commercio nel breve periodo – spiega ancora la Bce -. A settembre nell’area dell’euro il tasso di inflazione sui dodici mesi misurato sullo IAPC e’ rimasto all’1,5 per cento, invariato rispetto ad agosto. Dall’inizio del 2017 le misure dell’inflazione di fondo hanno registrato una moderata ripresa, sebbene debbano palesarsi segnali piu’ convincenti di una durevole tendenza al rialzo. La dinamica salariale ha mostrato un certo rafforzamento, ma le pressioni interne sui costi nel complesso si mantengono tuttora contenute. Anche l’inflazione complessiva a livello mondiale ha registrato un incremento in agosto, soprattutto in ragione dell’aumento dei prezzi dell’energia e dei beni alimentari. L’inflazione di fondo nell’area dell’euro dovrebbe continuare ad aumentare gradualmente nel medio periodo, sostenuta dalle misure di politica monetaria della Bce dal perdurare dell’espansione economica nonche’ dalla progressiva riduzione della capacita’ inutilizzata nell’economia e dalla piu’ vigorosa dinamica salariale associate a tale espansione. In prospettiva, sulla base delle quotazioni correnti dei contratti future sul petrolio, e’ probabile che l’inflazione complessiva registri un calo temporaneo verso il volgere dell’anno, soprattutto di riflesso agli effetti base dei prezzi dell’energia”.

Per quanto concerne le misure non convenzionali di politica monetaria, “l’Eurosistema continuera’ a condurre acquisti nell’ambito del Paa all’attuale ritmo mensile di 60 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2017. Da gennaio 2018 gli acquisti netti di attivita’ dovrebbero proseguire a un ritmo mensile di 30 miliardi di euro sino alla fine di settembre 2018, o anche oltre se necessario, e in ogni caso finche’ il Consiglio direttivo non riscontrera’ un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo di inflazione. In caso di prospettive meno favorevoli o di condizioni finanziarie incoerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell’inflazione, il Consiglio direttivo e’ pronto a incrementare il Paa in termini di entita’ e/o durata. Come terzo punto, l’Eurosistema reinvestira’ il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nell’ambito del Paa per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attivita’, e in ogni caso finche’ sara’ necessario. Questa misura contribuira’ sia a mantenere condizioni di liquidita’ favorevoli, sia a un adeguato orientamento della politica monetaria. Infine, il Consiglio direttivo ha anche deciso di continuare a condurre le operazioni di rifinanziamento principali e le operazioni di rifinanziamento a piu lungo termine con scadenza a tre mesi mediante aste a tasso fisso con piena aggiudicazione degli importi richiesti finche’ necessario, e almeno sino al termine dell’ultimo periodo di mantenimento delle riserve del 2019″. “Il Consiglio direttivo – precisa ancora il rapporto – ha assunto queste decisioni al fine di preservare le condizioni di finanziamento molto favorevoli che sono tuttora necessarie per un ritorno durevole dei tassi di inflazione verso livelli inferiori ma prossimi al 2 per cento. Se da un lato la ricalibrazione degli acquisti di attivita’ riflette la crescente fiducia nella graduale convergenza dell’inflazione verso l’obiettivo prefissato, dall’altro le spinte interne sui prezzi sono ancora complessivamente tenui, e le prospettive economiche e il profilo dell’inflazione continuano a dipendere dal perdurante sostegno offerto dalla politica monetaria. Il Consiglio direttivo ha percio’ concluso che e’ tuttora necessario un ampio grado di stimolo monetario per consentire l’accumularsi graduale di spinte inflazionistiche e sostenere la dinamica dell’inflazione complessiva nel medio periodo”.

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