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Calabria, Sacal

Calabria, Sacal: Tribunale conferma pieni poteri a De Felice

Secondo giudici non avrebbe violato codice e Statuto società
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di NeC

Il Tribunale civile di Catanzaro ha confermato i pieni poteri al presidente della Sacal Arturo De Felice, pronunciandosi sul ricorso promosso dai consiglieri Adele e Renato Caruso e dal socio Lamezia Sviluppo srl. Davanti al giudice è arrivato il contrasto sorto dopo la nomina dell’ex prefetto: parte privata (i Caruso, appunto) e soci pubblici sono in disaccordo più o meno su tutto – al netto dell’andamento ondivago del Comune di Lamezia Terme – e lo scontro si è trasformato in una richiesta: quella di bollare come illegittimo il percorso che ha portato all’attribuzione dei pieni poteri a De Felice. Una richiesta, questa, che avrebbe ‘abbattuto’ in un solo colpo l’operatività della società che gestisce i tre aeroporti calabresi. Due sarebbero state le delibere da cancellare: quella dell’assemblea dei soci del 23 giugno 2017, che attribuisce al presidente Arturo De Felice i pieni poteri e fissa in 15mila euro il compenso annuo per i membri del cda e in 100mila quello del presidente, e l’atto del 27 giugno scorso, che conferisce di fatto le deleghe al presidente. Secondo il giudice Ermanna Grossi, nei due atti non c’è alcuna violazione del codice civile né dello Statuto della società. Non ci sono appunti da muovere neppure sulle retribuzioni, perché Sacal, “il cui fatturato è imputabile al mercato”, non rientra tra le società per le quali i compensi “non possono superare l’80% del costo complessivamente sostenuto nell’anno 2013”. Il giudice trova nell’iter soltanto “un vizio di convocazione dell’assemblea, avvenuta su iniziativa del solo presidente del cda”. Ma è un dato che “non appare sufficiente a consentire la sospensione della deliberazione assembleare impugnata”. Così come rispetta i termini di legge e dello Statuto la convocazione del consiglio “con preavviso di tre giorni”. È lo stesso Statuto, infatti, “a stabilire che il consiglio viene convocato dal presidente ‘nei casi d’urgenza’ almeno tre giorni prima dell’adunanza”.

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