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Politica, Politica

Legge elettorale, via libera del Senato con 214 sì

Hanno votato a favore Pd, Ap, Ala, FI, Lega, Gal, Autonomie e alcuni senatori del gruppo Misto
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Via libera del Senato alla nuova legge elettorale. L’Aula di Palazzo Madama ha approvato il Rosatellum bis con 214 sì, 61 no e 2 astenuti. Il testo, che è un sintesi di proporzionale e maggioritario, ora è legge. Hanno votato a favore Pd, Ap, Ala, FI, Lega, Gal, Autonomie e alcuni senatori del gruppo Misto. Contro si sono espressi M5s, Mdp, FdI, Si. Nel Pd, non hanno votato, in segno di dissenso, Vannino Chiti, Massimo Mucchetti, Claudio Micheloni, Walter Tocci e Luigi Manconi. La legge, che prende il nome dal capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato, è stata approvata in tempi record. Sono infatti passati solo 35 giorni dal 21 settembre,  giorno in cui il Partito democratico ha depositato in commissione Affari costituzionali della Camera il testo base. Il governo ha posto poi 8 questioni di fiducia per evitare che le votazioni a scrutinio segreto sui singoli emendamenti potessero far naufragare tutto, come era già avvenuto a giugno con il primo Rosatellum. Le prime tre fiducie sono state votate a Montecitorio, le altre cinque ieri al Senato. Come funzionerà la nuova legge? Alla Camera ci saranno 232 collegi uninominali, in cui ogni partito o coalizione presenterà un solo candidato. Gli altri 386 seggi saranno assegnati con metodo proporzionale e 12 invece nelle circoscrizioni estere. Al Senato, dove il sistema è identico, i collegi uninominali saranno 102 e quelli proporzionali 207. I seggi degli eletti all’estero invece saranno 6. Non sarà possibile il voto disgiunto. Ogni persona potrà esprimere un solo voto, che andrà al candidato del suo collegio per la quota maggioritaria e alla lista che lo appoggia per la quota proporzionale. Per eleggere dei parlamentari i partiti dovranno ottenere almeno il 3 per cento dei voti su base nazionale. Se i partiti si presentano alleati in una coalizione, quest’ultima dovrà raggiungere almeno il 10 per cento dei voti su base nazionale. Sono consentite le pluricandidature, cioè sarà possibile presentarsi in diversi collegi, ma solo nella quota proporzionale. Ogni candidato, in definitva, potrà presentarsi in cinque collegi proporzionali differenti.

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