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Campania, Politica

Napoli, Mazzone: “Refezione scolastica tra ritardi atavici e aumenti, situazione paradossale”

La vicepresidente Prima municipalità: "Con De Giovanni approntato piano b, nuova proposta per la mensa e a lavoro per evitare carenza organico"
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione Campania

“La refezione scolastica è ormai un vero e proprio ‘caso’ a Napoli, non solo dobbiamo subire ritardi atavici ma è stato chiesto alle famiglie un ulteriore costo di 15 euro, per accedere al servizio, quando e se partirà. La situazione è paradossale e le mamme naturalmente sono furiose”. Così a Il Velino, Giovanna Mazzone, vice presidente della Municipalità I Chiaia, Posillipo, San Ferdinando, spiega la rabbia delle famiglie che stanno subendo veri e propri disagi. “Siamo partiti male – ha spiegato la Mazzone che è anche Responsabile, in prima municipalità, della Commissione mensa – c’è stato un primo ritardo sulla procedura di gara, per legge si deve attendere il Bilancio approvato in Consiglio comunale, ma il problema è nato a monte, con una commissione nominata ad agosto, i cui membri hanno preferito andare in ferie e che si è poi insediata a metà settembre. La seconda criticità riguarda la Deliberazione della Corte dei Conti. La refezione non viene considerata dal Ministero un servizio essenziale, quindi come riuscirà Palazzo San Giacomo a farsi approvare questa voce di fronte ad un’eventuale blocco della spesa?”. “Altro che i celebri miti greci, anche noi dobbiamo superare fatiche e prove. Come Prima municipalità – ha chiarito  – fino a ieri, un pasto, in base al reddito, costava da 0.75 centesimi a 4.50 euro. Un costo di 15 euro è vergognoso, dinanzi ad un servizio che non parte e che trascina con sé innumerevoli altri problemi. Quali? Le mamme che lavorano si sono dovute riorganizzare in fretta e furia, alcune hanno rinunciato alle ore pomeridiane, perdendo naturalmente anche risorse preziose. I bambini non rispettano le attività didattiche perché l’uscita da scuola è fissata alle 12.30 o alle 13.30. Inoltre, molte famiglie disagiate avevano a basso costo la possibilità di garantire ai propri piccoli un pranzo completo, cosa per ora impossibile. Noi dobbiamo tenere conto delle mamme che lavorano e che sono sole, ma anche delle difficoltà economiche delle famiglie, la scuola serve a questo, sostenere i bambini, aiutarli a crescere al di là del ceto sociale di appartenenza, in un contesto di assoluto equilibrio”. “Visto che non ci arrendiamo  – ha ribadito Mazzone – insieme a De Giovanni  (presidente di I municipalità) tra riunioni ed incontri, ci stiamo preparando al 6 novembre. L’assessore all’Istruzione del comune di Napoli, Palmieri ha infatti dato come scadenza ultima, per l’avvio alla mensa, questa data. Speriamo che tutto vada per il verso giusto, ma abbiamo valutato un’altra criticità: la maggior parte delle scuole non ha il doppio organico. Nella nostra municipalità, a fronte di 12 bambini disabili, abbiamo solo due maestre di sostegno. Così per non perdere altro tempo in atti burocratici, abbiamo preparato già tutte le documentazioni possibili e ci stiamo impegnando al massimo per avere un organico al completo. Poiché con questa amministrazione, purtroppo, non si può mai sapere abbiamo approntato un piano b. Dopo riunioni con i dirigenti scolastici, abbiamo pensato di liberalizzare l’ingresso a scuola da parte di una mensa privata, una ditta che si occupa di ristorazione collettiva. La proposta in commissione sembra aver avuto placet della comunità. Noi siamo pronti al 100% – ha concluso la Vicepresidente della Prima municipalità – , il comune invece che fa?”.