Did you know we have an international section? Click here to read our news in your english!
X

Accedi

Politica

Rai, Anzaldi (Pd): Doveva essere Re Mida ascolti, invece Fazio flop continuo

“Fa meno di Vespa, pur avendo traino migliore. Ci spieghino perché contratto stellare”
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di com/fch

“Altro che Re Mida degli ascolti: per l’ammiraglia Rai Fazio si sta rivelando un flop giono dopo giorno con numeri in caduta verticale. Il trend negativo è stato confermato anche ieri: la serie Sotto Copertura in prima serata su Rai 1 ha totalizzato 4milioni e 907mila ascoltatori, mentre Che fuori tempo che fa, lo spin-off in seconda serata del costosissimo talk domenicale di Fazio, ne ha fatto appena 951mila: una perdita secca di share dal 20,2 al 8.99%. E questo nonostante siano partiti attaccati alla fiction, senza pubblicità”. E’ quanto dichiara il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai, intervistato da “Tiscali.it”. “Ora qualcuno dovrebbe venire a spiegarci – prosegue Anzaldi – perché a Fazio è stato concesso un contratto stellare e persino un appalto irregolare, pur di non farlo andare via. Tenere Fazio in Rai sembrava questione di vita o di morte. I risultati li stiamo vedendo: nello stesso periodo, l’anno scorso, con un traino debole come quello della serie flop ‘Catturandi’, Vespa faceva il 9,59% di media. A Fazio non sono bastati traini forti come la serie su Nino Manfredi, la partita della Nazionale e la già citata ‘Sotto Copertura’, tutti sopra il 20% per fare risultato”.

“Oggi sul Giornale – dichiara ancora Anzaldi – il consigliere Rai Giancarlo Mazzuca, ragionando di problemi legati al pluralismo dell’informazione  mi chiama in causa riprendendo la proposta già fatta, prima di me, da Giovanni Valentini sulle colonne del Fatto Quotidiano e che riguarda la creazione di un pool di esperti in grado di incrementare la vigilanza sulla par condicio e sulla salvaguardia delle diverse voci del servizio pubblico all’approssimarsi delle politiche 2018. Poi cita la chiusura della trasmissione Virus, di Nicola Porro, come caso emblematico. Le osservazioni di Mazzuca, che pure apprezzo per la sua professionalità e per la sua attitudine al dialogo non mi trovano d’accordo, perché sono le stesse che io rivolgo da sempre alla Rai. Intanto, la proposta sull’organismo tecnico, autorevole e indipendente,  riguarda un affiancamento del lavoro della Commissione di Vigilanza, e non la Rai che dovrebbe già avere i suoi strumenti di valutazione e monitoraggio”.

“Sulla necessità di salvaguardia – prosegue ancora il deputato dem intervistato da Tiscali.it – del pluralismo: sono stato il primo a sollevarla, soprattutto in riferimento agli equilibri dei tg Rai. Ma i consiglieri dell’azienda pubblica che fanno? Più di un anno fa ho fatto un dettagliato esposto all’Agcom in cui denunciavo, sulla base dei dati dell’Osservatorio di Pavia, che il Tg3 penalizzava il Pd. Un lavoro certosino, che ho integrato con il supporto di un legale pagando anche di tasca mia: nessuno dei consiglieri Rai lo ha commentato nè me ne ha chiesto una copia”. Infine, su Porro: “L’unico che ha difeso Porro e protestato contro l’eliminazione del suo programma sono stato io. Era uno spazio che la Rai non aveva e aveva creato fidelizzazione. E’l’eliminazione dello spazio, non tanto quella del conduttore che crea un vuoto. E l’ascoltatore si sposta altrove”.

Notizie correlate