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Politica, Bankitalia

Su rinnovo Visco attrito Pd-Governo. Alla Camera mediazione di compromesso

Dopo il voto in Parlamento le precisazioni di Mattarella, Renzi e Palazzo Koch
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Il Pd non vorrebbe più Ignazio Visco al vertice di Bankitalia, ma il Premier Gentiloni sta pensando invece di rinnovare il suo mandato. Lo scontro è questo, ma le parole con cui si concretizza sono felpate e edulcorate.  E alla fine, con un compromesso verbale, la palla passa al Governo, ma con parecchie remore da parte della maggioranza Pd. Oggi alla Camera si dovevano in teoria votare tre mozioni sulla nomina del Governatore col mandato in scadenza. Quelle del Movimento Cinquestelle e della Lega che chiedevano di designare chiunque ma non Ignazio Visco, e quella più “salomonica” della Sinistra Italiana, che proponeva di prorogare l’attuale Governatore fino all’insediamento del nuovo governo, dopo le elezioni della prossima primavera. Poi all’ultimo momento il Pd di osservanza renziana ne presenta una (prima firmataria Silvia Fregolent) che dice e non dice, ma che in sostanza chiede al Premier di non affidarsi ancora a chi ha “vigilato” su un sistema bancario che si è rivelato poi pieno di falle, fallimenti e salvataggi pubblici.

La formula verbale e allusiva ma eloquente. Soprattutto quando recita che le crisi bancarie recenti “avrebbero potuto essere mitigate nei loro effetti da una più incisiva e tempestiva attività di prevenzione e gestione delle crisi bancarie”. Parole di critica esplicita, per quanto garbata, alla gestione Visco. A questo punto però il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta chiede di mitigare il testo. Che diventa: “l’efficacia dell’azione di vigilanza della Banca d’Italia è stata, in questi ultimi anni, messa in dubbio dall’emergere di ripetute e rilevanti situazioni di crisi o di dissesto di banche sulle cui ragioni si pronunceranno gli organi competenti, ivi compresa la commissione d’inchiesta all’uopo istituita”. Insomma, se Visco ha vigilato male si vedrà davanti alla magistratura e al Parlamento in seguito.

La mediazione ha successo è così alla fine l’unica mozione a passare (213 sì e 97 no) è quella del Pd, ma con le correzioni d cui sopra. In cui non si attacca direttamente Visco ma si adombra il forte sospetto che il modo in cui ha controllato il sistema bancario non sia stato dei migliori. In sede di dichiarazione di voto, del resto il dem Giovanni Sanga chiede al governo “un’azione di rafforzamento massimo dell’attivita’ di vigilanza del sistema”. Per poi aggiungere: “Non partecipiamo alla discussione relativa ai nomi ma chiediamo al governo che venga identificata la figura che il governo ritenga piu’ idonea e autorevole affinche’ Bankitalia possa godere della fiducia dei cittadini e dell’Europa”. E ora la palla torna a Gentiloni.

Nel frattempo però sia Sergio Mattarella che Matteo Renzi che la stessa Banca D’Italia decidono di prendere posizione sulla diatriba. Prima il Presidente della Repubblica fa sapere che “le prese di posizione riguardanti Bankitalia debbono essere ispirate a esclusivi criteri di salvaguardia dell’autonomia e indipendenza dell’Istituto”. E anche “nell’interesse della situazione economica dell’Italia e della tutela del risparmio degli italiani”. Infine che a tali principi “deve attenersi l’azione di tutti gli organi della Repubblica, ciascuno nel rispetto del proprio ruolo”. Il segretario del Pd, dal canto suo, osserva che “nelle vicende delle banche tante responsabilità che hanno avuto anche i vertici di Banca d’Italia sono argomenti che devono essere valutati. Il Pd non è certo responsabile della crisi delle banche, spero che anche altri possano dire altrettanto”. Per poi negare invasioni di campo da parte del Pd. Sottolineando come la nomina del nuovo governatore “è compito del premier, lui farà le considerazioni opportune, c’è un iter. Oggi Il Pd non ha messo in discussione il rispetto istituzionale. La mia opinione sul passato l’ho scritta nel libro. Quello che è certo è che il Pd non è responsabile di quanto accaduto in passato”. Infine arrivano le dichiarazioni di “ambienti della Banca d’Italia” secondo cui “la Banca d’Italia sottometterà ogni documento rilevante per i lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta e il Governatore Ignazio Visco è pronto a essere ascoltato dalla Commissione quando essa vorrà”. Per poi aggiungere che “alcuni casi di gestione bancaria cattiva o criminale, sono stati contrastati per quanto consentito dalla legge e, quando opportuno, segnalati alla Magistratura. Nella sua azione l’Istituto ha agito in continuo contatto col Governo. Di tutto questo vi è ampia evidenza anche pubblica”.

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