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Musica: boom per i videoclip ma è allarme ricavi

Al via a Cesena la tre giorni "IMAGinACTION" con Sting, Consoli e Arisa
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di com/onp

Ricavi in aumento, visualizzazioni alle stelle ma anche una sempre più preoccupante mancanza di guadagni per i creatori di contenuti video. È l’analisi che emerge dai dati presentati oggi in anteprima a “IMAGinACTION”, la prima edizione del Festival internazionale dedicato ai videoclip musicali ospitato dal 13 al 15 ottobre a Cesena. Ad aprire la kermesse, che vedrà arrivare nella città romagnola tante stelle della musica, da Sting a Carmen Consoli, da Arisa a Luca Carboni, da Edoardo Bennato a Antonello Venditti, è stato Enzo Mazza, direttore generale della Fimi, che ha presentato un report sulla situazione dei contenuti musicali. Per quanto riguarda il settore dei videoclip, i ricavi da tv e altre fonti pubbliche in Italia sono stati nel 2016 di 1.116.200 euro (il dato mondiale è stato di 94.000.000 di euro).

Globalmente, invece, i ricavi dai videoclip nel 2016 sono stati 500 milioni di dollari; in Italia nel 2015 erano stati 9,5 milioni, nel 2016 9,9 milioni e quest’anno, solo nel primo semestre, si è registrato un dato di 5 milioni (12% in più rispetto allo stesso periodo del 2016). Significativo il dato Ipsos dell’utilizzo di youtube a scopo musicale: l’Italia figura al terzo posto, a pari merito con la Spagna, con un utilizzo del 90% della piattaforma video per ascoltare la musica, dietro solo a Messico (97%) e Brasile (95%), e davanti alla Corea del Sud (86%) e Canada (84%), Usa e Germania (82%), Francia (81%), Svezia e UK (79%). A livello globale il 46% delle ore totali passate ad ascoltare musica on demand sono trascorse su youtube. Ancora: i primi 9 video più visti di sempre su Youtube sono musicali (al primo posto “Despacito” con oltre 4 miliardi di visualizzazioni nel 2017). Particolare il discorso sul value gap, la disparità tra quello che le piattaforme di upload, come youtube, generano dall’utilizzo della musica ed i ricavi che tornano a coloro che lavorano per la creazione di quei contenuti musicali ed investono in essi (considerata dagli addetti ai lavori la maggior minaccia alla futura sostenibilità dell’industria musicale). Il dato che emerge dalla ricerca MiDIa è allarmante: attualmente per guadagnare un dollaro sono richiesti 1.000 stream su youtube. Praticamente non basterebbero due giorni di video musicali su youtube perché un creatore di musica possa trarne un guadagno consistente.