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Economia, Rapporto Commissione Ue

Ue: no sanzioni a Italia, ma reintroduca Imu per redditi alti

Guardando al 2018, Bruxelles blocca la procedura d’infrazione ma tiene i fari accesi in particolare su tasse, riforme, banche e disoccupazione
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di Gianluca Vacchio

“In Italia sono state adottate le ulteriori misure di bilancio richieste per il 2017, pertanto in questa fase non sono ritenuti necessari interventi supplementari per garantire la conformità con il criterio del debito”. La “manovrina” di primavera adottata dal governo Gentiloni ha dunque evitato sanzioni a causa del debito pubblico sempre elevato, ma i fari restano accesi e l’appuntamento per una nuova verifica è rinviato all’autunno. Lo scrive la Commissione europea nelle “raccomandazioni specifiche per paese” pubblicate stamane che delineano i suoi orientamenti in materia di politica economica per i singoli Stati membri per i prossimi 12-18 mesi. “Riguardo a Cipro, all’Italia e al Portogallo, che presentavano squilibri macroeconomici eccessivi, la Commissione ha concluso che non vi sono dati analitici che giustifichino il passaggio alla fase successiva della procedura, a condizione che i tre paesi attuino pienamente le riforme indicate nelle rispettive raccomandazioni specifiche per paese”.

“Il sistema fiscale italiano – spiega in particolare la Commissione Ue sull’Italia – non supporta la crescita economica e l’efficienza in diversi settori. Nonostante una recente modesta riduzione, l’onere fiscale sui fattori produttivi rimane tra i più alti nell’Unione europea”. La commissione Ue invita l’Italia a ridurre il carico fiscale soprattutto in quei settori che frenano la crescita. Bruxelles ricorda inoltre come nel 2015 sia stata abolita l’Imu sulla prima casa, “un passo indietro nel processo di realizzazione di una struttura fiscale più efficiente”. Una tassa da reintrodurre per i rediti più alti. Una bacchettata, inoltre, arriva sulla “riforma di valori catastali obsoleti in linea con i valori correnti di mercato è ancora in sospeso”. Le misure recenti, come la fatturazione elettronica obbligatoria “per gli acquisti da parte degli enti pubblici, vanno nella giusta direzione. Tuttavia, la fatturazione elettronica non è obbligatoria per le transazioni del settore privato e sono stati recentemente sollevati limiti per l’utilizzo di cassa, in modo che l’utilizzo dei pagamenti elettronici rimanga ben al di sotto della media Ue, a scapito della conformità fiscale”. Raccomandazione, infine, in vista dell’autunno sulle riforme strutturali, a partire falla giustizia, sul settore bancario e sulla disoccupazione.