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Agroalimentare

L’agricoltura in Parlamento, atti di indirizzo e controllo di Camera e Senato

Le interrogazioni, risoluzioni, interpellanze e odg a tutela del made in Italy agroalimentare
fonte: AGV NEWS/AGRICOLAE
di Agricolae

AGRICOLAE riporta nel link qui di seguito le interrogazioni, le interpellanze, gli ordini del giorno e le risoluzione che vengono quotidianamente presentati alla Camera e al Senato a tutela del made in Italy agroalimentare. Pesca, agricoltura e industria alimentare in primo piano per i deputati e i senatori che lavorano gomito a gomito o uno contro l’altro, per cambiare la vita di chi lavora di terra e di mare. Qui a seguire il testo integrale

ODG FATTORI, M5S SENATO, SU ENOTURISMO NEL TERRITORIO DEI CASTELLI ROMANI

Atto Senato

 

Ordine del Giorno 0/2616/3/09

presentato da

ELENA FATTORI
mercoledì 17 maggio 2017, seduta n. 252

Il Senato,
in sede d’esame del disegno di legge recante “Disciplina dell’attività di enoturismo” (AS 2616),
premesso che:
l’articolo 7 del disegno di legge in esame stabilisce che il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di intesa con le regioni e le province autonome e sentite le associazioni maggiormente rappresentative del settore a livello nazionale, redige su base triennale il Piano strategico nazionale di promozione dell’enoturismo italiano, finalizzato alla promozione del turismo del vino italiano sui mercati nazionali e internazionali;
considerato che:
per la dimensione identità culturale territoriale “è importante individuare azioni di sistema volte a valorizzare l’unicum territoriale e a creare/sviluppare un’offerta integrata con i prodotti enogastronomici e artigianali locali. [ … ] Le istituzioni sono pertanto chiamate a promuovere azioni per l’enoturismo che rappresenta un mezzo per legare in modo più stretto l’attività vitivinicola al tessuto economico nella quale si svolge. In tal senso, le strade del vino possono essere considerate un modello efficace purché si riescano a sviluppare le necessarie sinergie” (Pomarici E. e Mariani A. – 2009, Costruzione di un documento di riflessione strategica per il settore vitivinicolo italiano, Rapporto finale della ricerca);
la Strada dei Vini dei Castelli Romani è un insieme di itinerari territoriali dedicati ai temi della vite e del vino che si snodano nei comuni di Albano, Ariccia, Castel Gandolfo, Ciampino, Colonna, Frascati, Genzano, Grottaferrata, Lanuvio, Marino, Montecompatri, Monte Porzio Catone, Rocca di Papa, Rocca priora, Velletri, Zagarolo ed interessa 7 aree di produzione di vini a Denominazione di Origine Controllata (Colli Albani, Colli Lanuvini, Frascati, Marino, Montecompatri, Velletri, Zagarolo);
la Strada organizza la fruizione di tutte le risorse vitivinicole, turistiche e territoriali dell’area attraverso una rete di temi e percorsi dedicati a storia e cultura locale, archeologia, natura ed ambiente, tradizione gastronomica e lungo suoi percorsi viene promossa l’attività vitivinicola, gastronomica e turistica delle imprese aderenti;
pur risalendo fino all’epoca romana, la viticoltura nella zona dei Castelli Romani ebbe progressiva espansione con le assegnazioni periodiche di terreni ai reduci delle guerre, ad iniziare dai partecipanti alla battaglia di Lepanto sino agli ex combattenti della “Grande Guerra” 1915-1918. Gli assegnatari, disponendo di piccoli appezzamenti di terreno, li investirono per produzioni destinate in parte all’autoconsumo e in parte, più intensive, al mercato locale;
la coltivazione dei vigneti nei Castelli Romani, pur provenendo da un’antica tradizione, ebbe grande sviluppo con l’espansione urbanistica ed edilizia di Roma, poiché sparirono, progressivamente, tutte le vigne che in epoca pontificia esistevano anche entro la stessa città;
considerato inoltre che:
i vini provenienti dalla zona dei Castelli Romani hanno ricevuto e continuano a ottenere numerosi riconoscimenti nei concorsi sia nazionali, sia internazionali e ben figurano sulle principali guide nazionali;
la zona deve la sua denominazione (Castelli Romani appunto) alla presenza, in ognuno di essi, di almeno una residenza nobiliare, testimonianza dell’origine feudale della zona;
i vigneti dei Castelli Romani si estendono dalle ultime pendici delle zone pedemontane e risalgono i versanti dei colli. Tutti i terreni circostanti sono di origine vulcanica su colate laviche di diversa consistenza, caratteristica che conferisce qualità uniche e ottimali per la coltivazione di particolari tipi di vitigno: Malvasia nostrale (o del Lazio o puntinata), Trebbiano (giallo e verde), Bellone, Bonvino (o Bombino), Cesanese;
le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Castelli Romani” (l’ultima in ordine di tempo ad essere riconosciuta sovrapponendosi alle altre presenti nel territorio) devono essere prodotte nella zona che comprende, in provincia di Roma, gli interi territori amministrativi dei comuni già sopra menzionati oltre che di Lariano, Nemi e San Cesareo nonché parte dei territori amministrativi dei comuni di Ardea, Artena, Pomezia e Roma e, in provincia di Latina, l’intero territorio amministrativo del comune di Cori e parte dei territori amministrativi dei comuni di Cisterna di Latina e Aprilia,
impegna il Governo:
in sede di redazione del Piano strategico nazionale di promozione dell’enoturismo di cui al comma 1 dell’articolo 7 del disegno di legge in esame a porre particolare attenzione alla valorizzazione ed alla promozione del territorio dei Castelli Romani.
(0/2616/3/9)
FATTORI

INTERROGAZIONE DONNO, M5S SENATO, SU SOSTEGNO TERRITORIO DEL GARGANO

Atto Senato

 

Interrogazione a risposta scritta 4-07533

presentata da

DANIELA DONNO
mercoledì 17 maggio 2017, seduta n.824

DONNO, MORRA, CAPPELLETTI, MARTON, GIARRUSSO, PUGLIA, BERTOROTTA, PAGLINI, CASTALDI, SANTANGELO – Ai Ministri dell’interno, delle infrastrutture e dei trasporti, delle politiche agricole alimentari e forestali e dell’economia e delle finanze – Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

durante i primi giorni del mese di settembre 2014, nel territorio del Gargano e della provincia di Foggia, si verificavano dei fenomeni meteorologici ed eventi alluvionali di particolare gravità, che causavano gravissimi danni, sia dal punto di vista umano, che dal punto di vista economico, agricolo e infrastrutturale;

in data 22 ottobre 2014, veniva discussa dall’Aula del Senato una mozione sul tema (1-00316, Testo 2), a prima firma della senatrice Daniela Donno;

nel corso dell’esame in Aula della mozione, riformulata e votata per parti separate, venivano approvati i seguenti impegni indirizzati al Governo: “ad attivare tutti i poteri in proprio possesso affinché venga svolta una seria, approfondita, attendibile ed univoca ricognizione dei danni che hanno colpito i comuni dell’area garganica, da concludersi entro 30 giorni dall’approvazione del presente atto di indirizzo; a disporre un piano di bonifica e di lavori infrastrutturali, ripristino e manutenzione dei canali, al fine di ricreare il necessario sfogo per le acque piovane, nonché all’ultimazione di quelli già in programma; ad utilizzare tutti i poteri a disposizione per far sì che l’accordo di programma del 25 novembre 2010 sia pienamente attuato e che i responsabili della sua mancata attuazione vengano individuati ed estromessi dalla relativa organizzazione, segnalando all’autorità giudiziaria eventuali responsabilità penali; a valutare la possibilità di prevedere un particolare regime di sgravi fiscali per le popolazioni colpite dagli eventi calamitosi, intervenendo opportunamente nei confronti dell’Agenzia delle entrate, nonché su Equitalia al fine di congelare i procedimenti di riscossione tributaria attualmente in corso; a prevedere l’esclusione dal patto di stabilità interno per quelle opere programmate dai Comuni e dalle Regioni che possano essere funzionali alla mitigazione del dissesto idrogeologico nonché alla bonifica dell’intero territorio nazionale, per una corretta gestione e pianificazione agro-forestale”;

inoltre, nel corso della suddetta approvazione, veniva respinta la restante parte della mozione stessa riformulata che impegnava il Governo a “procedere (…) allo stanziamento dei fondi necessari al ripristino delle infrastrutture danneggiate, dando la priorità alle abitazioni civili, alle strade e ai ponti, nonché a quelle necessarie per la più rapida ripresa delle attività produttive, anche attingendo al Fondo per le emergenze nazionali (iscritto al capitolo 7441 del Ministero dell’economia e delle finanze, mentre la gestione delle risorse è demandata al capitolo 9779 del bilancio della Presidenza del Consiglio dei ministri) e provvedendo all’avvio dei lavori entro 60 giorni, nonché entro 180 giorni alla loro conclusione a decorrere dall’approvazione del presente atto di indirizzo e valutando l’opportunità dell’impiego delle forze armate” e a “garantire l’attuazione nei tempi indicati di quanto previsto dal dispositivo, mediante l’utilizzo, in questo caso opportuno, dello strumento della decretazione d’urgenza”;

considerato che:

con delibera del Consiglio dei ministri 23 ottobre 2014 veniva dichiarato lo stato di emergenza, in conseguenza degli eccezionali eventi atmosferici verificatisi nei giorni dal 1° al 6 settembre 2014 nel territorio della provincia di Foggia;

a parere degli interroganti, l’azione e i relativi atti del Governo, sia a livello nazionale, sia a livello regionale, sono stati caratterizzati da forti ritardi, oltre che da una sostanziale inidoneità nella gestione, monitoraggio e controllo degli interventi;

considerato, inoltre, che come riportato dal sito istituzionale della Protezione civile, “lo Stato ha messo a disposizione un contributo economico per i cittadini colpiti da calamità – eccezionali eventi meteorologici, alluvioni e frane – che si sono verificate a partire da maggio 2013. I contributi – per danni alle abitazioni e alle attività economiche e produttive – saranno concessi attraverso un finanziamento agevolato e saranno a totale carico dello Stato, grazie all’attivazione di un credito di imposta”,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti descritti e quale sia attualmente lo stato di ottemperamento degli interventi e lo stato di avanzamento e cantierizzazione dei lavori all’uopo previsti, anche in riferimento agli impegni del Governo richiamati, quali fondi risultino già stanziati e quali da stanziare e se si sia positivamente concluso il procedimento istruttorio riguardante i contributi relativi ai danni, nonché quello inerente alla ricognizione dei fabbisogni;

con precipuo riferimento ai vari beneficiari, quali siano le risorse già destinate e quali risultino da destinare a favore dei singoli Comuni colpiti, nonché ai soggetti interessati, ai titolari del patrimonio edilizio privato, alle imprese agricole e alle attività economiche e produttive lesi dall’evento calamitoso;

nei diversi livelli territoriali, quali azioni di sostegno e monitoraggio siano state poste in essere, quali interventi strutturali siano stati implementati o previsti e quale sia il relativo stato di realizzazione.

(4-07533)

INTERROGAZIONE DAMBRUOSO, CI CAMERA, SU FLUSSO ALCOLICI NELLA CASA CIRCONDARIALE DI BOLOGNA

Atto Camera

 

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-11360

presentato da

DAMBRUOSO Stefano

testo presentato

Martedì 16 maggio 2017

modificato

Mercoledì 17 maggio 2017, seduta n. 798

DAMBRUOSO, MUCCI, CATALANO. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
già in data 15 marzo 2016 veniva interrogato il Ministro della giustizia circa l’evidente carenza di educatori nell’organico del personale in servizio presso la casa circondariale di Bologna;
anche il personale di polizia penitenziaria risultava in tale data insufficiente rispetto all’organico dichiarato;
la situazione in cui verte la struttura è a tutt’oggi grave: sono sempre più frequenti episodi di pestaggi tra i detenuti e le aggressioni al personale di servizio, che si uniscono al ripetuto ritrovamento di alcolici;
il personale di polizia penitenziaria ha denunciato l’illegale reiterato utilizzo, da parte della popolazione detenuta, di alcuni generi alimentari (nel caso specifico, trattasi di frutta, messa a macerare, destinata alla produzione di grappa);
il flusso di alcolici all’interno dell’istituto porta a supporre, non solo problemi di tipo pratico, causati dallo stato di ubriachezza potenziale di alcuni detenuti ad alto rischio di pericolosità, ma anche una trama delinquenziale sorretta dallo scambio di favori tra detenuti, innescato dalla possibilità di alcuni utenti di disporre di un bene richiesto e non consentito dai normali canali legali;
a distanza di un anno risulta ancora nettamente insufficiente l’organico della polizia penitenziaria. L’intero reparto detentivo è coperto con una sola unità nel turno notturno. Vi sono anche gravi carenze nelle prime ore del turno mattutino. Il riferimento è specialmente alla fascia oraria tra le 6 e le 8, quando il reparto sopracitato è costantemente sotto unità;
tenuto conto del continuo peggioramento delle condizioni di lavoro della polizia penitenziaria, è urgente affrontare il problema;
il personale di polizia penitenziaria previsto è di 552 agenti. Ne sono invece presenti effettivamente solo 403;
la capienza regolamentare di detenuti è di 492 persone. Il numero effettivo dei presenti è invece di 754 –:
se non intenda adottare opportune iniziative al fine di normalizzare la presenza della polizia penitenziaria e dei detenuti nelle carceri, nonché migliorare la condizione della popolazione reclusa. (5-11360)

ODG CASTALDI, M5S SENATO, SU CERTIFICAZIONE ECOLOGICA DEI PRODOTTI COSMETICI

Atto Senato

 

Ordine del Giorno 0/2582/1/1013

presentato da

GIANLUCA CASTALDI
mercoledì 17 maggio 2017, seduta n. 082

Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge recante “Disposizioni in materia di composizione di prodotti cosmetici e disciplina del marchio italiano di qualità ecologica” (ddl 2582),
premesso che:
l’articolo 2 del provvedimento istituisce il marchio italiano di qualità ecologica dei prodotti cosmetici sulla base di parametri ecologici chiari, a tutela dell’ambiente degli ecosistemi e naturalmente della salute umana;
impegna il Governo:
al fine di tutelare la salute dei consumatori, nonché di contrastare il ricorso a pratiche commerciali ingannevoli, a valutare l’opportunità di adottare iniziative normative al fine di individuare modalità e criteri per l’introduzione di una certificazione biologica dei prodotti cosmetici, assistita dall’utilizzo del marchio “BIO” per i prodotti cosmetici che contengano una percentuale minima di componenti di origine naturale provenienti da agricoltura biologica e risultino prive di sostanze che presentino significativi elementi di rischio per la salute dell’uomo;
a valutare l’opportunità di adottare iniziative normative al fine di individuare modalità e criteri per l’introduzione di una certificazione ecologica dei prodotti cosmetici, assistita dall’utilizzo del marchio “ECO”, che calcoli la compatibilità ambientale e sociale di ogni componente del prodotto cosmetico, nonché del suo imballaggio in relazione all’eventuale utilizzo di sostanze provenienti da specie protette o a rischio di estinzione prive di materie prime geneticamente modificate.
(0/2582/1/1013)
CASTALDI, NUGNES, MORONESE, GIROTTO, MARTELLI

INTERROGAZIONE RICCIATTI, MDP CAMERA, SU POTENZIAMENTO PIANO INDUSTRIA 4.0 IN ZONE CRATERE SISMICO

Atto Camera

 

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-11380

presentato da

RICCIATTI Lara

testo di

Mercoledì 17 maggio 2017, seduta n. 798

RICCIATTI, FERRARA, MELILLA, PIRAS, QUARANTA, SANNICANDRO, NICCHI, DURANTI, FRANCO BORDO e MARTELLI. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
gli effetti del sisma e delle condizioni climatiche estreme che hanno colpito il centro Italia a partire dall’agosto del 2016, sono purtroppo destinati a protrarsi molto a lungo nel tempo e comporteranno, nelle zone del cratere forti ripercussioni sull’economia della zona, con una prevedibile e significativa caduta del prodotto interno lordo, e con il rischio di entrata in povertà per migliaia di famiglie;
secondo quanto evidenziano le associazioni di categoria, la struttura produttiva dell’area del cratere e le esperienze verificate in altre realtà inducono a individuare tra i settori più esposti (anche in ragione della loro incidenza) l’agricoltura, l’artigianato e le attività artistiche, il commercio, il turismo, tutte attività fondamentali e necessarie per il riavvio dell’economia locale verso la normalità;
come segnala anche il recentissimo rapporto OCSE « The Next Production Revolution: Implications for Governments and Business» la nuova rivoluzione industriale avverrà attraverso l’utilizzo delle tecnologie che spaziano da un’ampia gamma di sistemi digitali (stampa 3D, Internet of Things, robotica avanzata, e altro), a nuovi materiali («bio» o «nano») e processi (produzione guidata dai dati, intelligenza artificiale, biologia di sintesi) –:
quali iniziative urgenti, anche a carattere normativo, il Ministro interrogato intenda avviare al fine di potenziare il Piano Industria 4.0 all’interno del sistema produttivo e industriale delle zone del cratere sismico e, più in generale, delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. (5-11380)

INTERROGAZIONE VALLASCAS, M5S CAMERA, SU AMBIENTE MARINO DELL’ISOLA DI SAN PIETRO

Atto Camera

 

Interrogazione a risposta orale 3-03032

presentato da

VALLASCAS Andrea

testo di

Mercoledì 17 maggio 2017, seduta n. 798

VALLASCAS. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
nelle scorse settimane, alcuni organi di stampa della Sardegna hanno diffuso la notizia secondo la quale un gruppo di cittadini del comune di Carloforte avrebbe costituito un comitato spontaneo in vista di un’azione legale collettiva nei confronti del gestore unico del servizio idrico integrato Abbanoa S.p.A.;
l’iniziativa sarebbe da porre in relazione all’irrisolta questione dell’assenza nel territorio di un impianto di depurazione per il trattamento delle acque reflue fognarie che, allo stato attuale, vengono pretrattate prima di essere scaricate in mare;
da quanto si è appreso dai resoconti giornalistici, l’azione legale sarebbe volta ad ottenere proprio la cancellazione della voce depurazione dalle bollette emesse da Abbanoa, visto che il servizio, sostengono i promotori dell’iniziativa, non è erogato dal gestore per la menzionata assenza di un vero e proprio impianto di depurazione;
la realizzazione di un impianto di depurazione venne pianificata oltre dieci anni fa, con uno stanziamento di 5 milioni di euro, ma l’intervento è tuttora bloccato;
il quotidiano la Nuova Sardegna del 18 aprile 2017, nel dare la notizia dell’azione legale collettiva, ricorda infatti che «Recentemente Abbanoa ha presentato un ricorso al Tar contro il Comune di Carloforte per la mancata approvazione dei lavori di adeguamento dell’impianto depurativo e fognario comunale. Una causa che blocca la costruzione del nuovo depuratore, finanziato con 5 milioni di euro, previsto da oltre un decennio ma mai costruito»;
è il caso di sottolineare che Carloforte, con oltre 6 mila residenti, a cui si aggiungono, nel periodo estivo, decine di migliaia di turisti, costituisce una comunità popolosa che rende urgente la realizzazione di un impianto di depurazione, visto il sottodimensionamento e l’inadeguatezza dell’attuale impianto di pretrattamento;
come detto, allo stato attuale, secondo quanto riporta il piano di utilizzo del litorale, realizzato dal comune di Carloforte nel 2013, «L’Isola di San Pietro è servita da un impianto di depurazione che tratta esclusivamente le acque reflue del centro abitato, “collettate” attraverso una rete fognaria di tipo separato […]. Lo scarico dell’effluente avviene mediante una condotta sottomarina (interrata per i primi 50 m) della lunghezza complessiva di circa 1.700 metri»;
è il caso di rilevare che, nel corso degli anni, si sono verificate situazioni di inquinamento nei tratti di mare interessati dallo scarico fognario;
sempre il quotidiano la Nuova Sardegna del 18 aprile 2017 sottolinea che non «vi sia un depuratore, ma solo un impianto di pretrattamento delle acque reflue, che finiscono in mare in mezzo a praterie di posidonia e negli habitat marini battuti dagli operatori della piccola pesca»;
la situazione suesposta, da una parte, potrebbe costituire una forte componente di rischio per la qualità dell’ambiente marino dell’Isola di San Pietro, con gravi ripercussioni per la salute di residenti e turisti, dall’altra, per quanto attiene a comportamenti e modalità di gestione di Abbanoa, si potrebbe configurare, secondo l’interrogante, una pratica commerciale non corretta, in relazione all’inserimento in bolletta di una voce riferita alla depurazione, peraltro particolarmente onerosa, in assenza del servizio erogato –:
quali iniziative intenda adottare, per quanto di competenza, il Ministro interrogato in relazione a quanto esposto in premessa e per garantire la piena tutela della qualità dell’ambiente marino e della salute degli abitanti dell’isola di San Pietro;
se non ritenga opportuno assumere iniziative di competenza volte a verificare lo stato dell’ambiente marino nell’Isola di San Pietro in relazione agli scarichi dei reflui fognari in mare;
se non ritenga opportuno promuovere iniziative normative per la revisione della disciplina in materia di contabilizzazione dei consumi al fine di evitare il ripetersi delle anomalie richiamate in premessa. (3-03032)

ODG DONNO, M5S SENATO, SU BENEFICI FISCALI A IMPRESE ENOTURISTICHE COLPITE DA CALAMITÀ

Atto Senato

 

Ordine del Giorno 0/2616/2/09

presentato da

DANIELA DONNO
mercoledì 17 maggio 2017, seduta n. 252

Il Senato,
in sede d’esame del disegno di legge recante “Disciplina dell’attività di enoturismo” (A.S. 2616),
premesso che:
il comma 3 dell’articolo 2 del disegno di legge in esame indica la normativa fiscale applicabile allo svolgimento dell’attività enoturistica;
considerato che:
l’enoturismo è una delle diversificazioni di investimento più importanti in mano al mondo del vino italiano;
per la grande maggioranza delle cantine italiane l’attività enoturistica è fondamentale per aumentare la fidelizzazione degli eno-appassionati ma anche per coinvolgere persone nuove che si avvicinano a tale settore ed è decisiva sia per la vendita diretta sia per un ulteriore sviluppo delle aziende, e anche dei territori, come spinta per nuovi investimenti, dal terziario avanzato al commercio e servizi;
appare dunque necessario preservare e proteggere un settore di attività così importante per il comparto agroalimentare nazionale,
impegna il Governo:
ad adottare, compatibilmente con i saldi di finanza pubblica, opportuni provvedimenti volti a prevedere specifici benefici di carattere fiscale a favore delle imprese che svolgono attività di enoturismo ricadenti in territori per i quali sia riconosciuto lo stato di calamità a seguito da eventi sismici, alluvionali o a causa di fitopatie o infezioni di organismi nocivi ai vegetali.
(0/2616/2/9)
DONNO

INTERROGAZIONE BRIGNONE, SI-SEL-POS CAMERA, SU ISTITUZIONE CORPO DI POLIZIA AMBIENTALE

Atto Camera

 

Interrogazione a risposta in commissione 5-11366

presentato da

BRIGNONE Beatrice

testo di

Mercoledì 17 maggio 2017, seduta n. 798

BRIGNONE, CIVATI, ANDREA MAESTRI e PASTORINO. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:
numerosi media nei giorni scorsi si sono occupati della scoperta di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici e radioattivi in una zona ad alta vocazione agricola nelle campagne di Cassino (Frosinone) provenienti dalla Lombardia;
i primi sospetti sono iniziati ad emergere quando gli animali da cortile hanno iniziato a morire in pochi istanti dopo aver bevuto l’acqua di un canale;
grazie alle indagini della guardia di finanza di Cassino, sotto il coordinamento della procura di Cassino, si è scoperto un vero disastro ambientale che ha provocato tumori alle persone e agli animali, danni devastanti all’ambiente e inquinamento delle falde acquifere nella zona di Nocione;
inoltre, sono dodici i casi di linfoma di Hodgkin fra gli abitanti della zona, che hanno indotto un medico a segnalare alla guardia di finanza quanto riscontrato;
Nocione è un’area di diverse migliaia di metri quadrati al confine con Sant’Elia Fiumerapido, dove da più di vent’anni si sono smaltiti rifiuti pericolosi di ogni tipo: fusti di botulino, scarti di laboratorio e addirittura arti umani e scarti di sala operatoria;
in alcuni stralci tratti dai verbali d’interrogatorio – pubblicati dal quotidiano Il Tempo – si leggono dichiarazioni sconcertanti rilasciate da persone che, per opportunità e per interesse, hanno partecipato all’interramento illegale dei suddetti rifiuti pericolosissimi;
negli stralci dei verbali pubblicati, le persone coinvolte hanno dichiarato: «Abbiamo scavato di notte buche profonde anche trenta metri. Qui poi arrivavano i camion e gettavano tutto. Scarti ospedalieri, protesi di gambe e braccia rimosse dal corpo dei pazienti, cromo esausto e poi del siero, tanto siero scaduto e proveniente da Milano dove c’era un laboratorio che doveva smaltire senza pagare cifre astronomiche»;
un’altra testimonianza ha raccontato che per agire indisturbati, alcuni amministratori, dirigenti imprenditori del settore rifiuti, avrebbero scelto quei terreni perché da qualche tempo abbandonati –:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti narrati in premessa e di quali siano le dimensioni esatte del disastro ambientale;
poiché il traffico dei rifiuti è strettamente connesso al sistema criminoso della corruzione ambientale, se non ritengano opportuno assumere iniziative, per quanto di competenza, volte a garantire una corretta e migliore applicazione della normativa vigente in fatto di reati ambientali;
se non ritengano utile assumere le iniziative di competenza, anche mediane la predisposizione di linee guida per la formazione di tutti gli attori del sistema di contrasto degli illeciti ambientali;
giacché i compiti della polizia ambientale non sono assegnati a un corpo specifico, ma sono distribuiti tra il Corpo forestale dello Stato, i corpi forestali regionali e provinciali, i corpi di polizia provinciale e municipale, il NOE (nucleo operativo ecologico) e il comando tutela ambientale agroalimentare e forestale dei carabinieri, la polizia di Stato e la guardia di finanza, se non ritengano necessario assumere iniziative per istituire un solo e specifico corpo di polizia ambientale diffuso su tutto il territorio nazionale, al fine di consentire di operare al meglio per il contrasto dei reati ambientali e del traffico illecito di rifiuti. (5-11366)

INTERROGAZIONE GALLINELLA, M5S CAMERA, SU ATTI FAO ANCHE IN LINGUA ITALIANA

Atto Camera

 

Interrogazione a risposta scritta 4-16608

presentato da

GALLINELLA Filippo

testo di

Mercoledì 17 maggio 2017, seduta n. 798

GALLINELLA. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:
come noto, l’Organizzazione delle nazioni unite per l’agricoltura e l’alimentazione, Fao, ha da sempre il suo quartier generale a Roma;
essa svolge un ruolo prezioso nel contribuire alla elaborazione di politiche ed indirizzi volti alla eliminazione della fame, dell’insicurezza alimentare, della malnutrizione e della povertà, oltre che per sostenere e promuovere la gestione e l’utilizzazione sostenibile delle risorse naturali e genetiche a beneficio delle generazioni future;
le pubblicazioni dei dossier realizzati dall’organizzazione riguardano quindi tematiche di estremo interesse che dovrebbero trovare la più ampia diffusione e divulgazione sia al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica, sia, per conoscenza, tra gli addetti ai lavori quali potrebbero essere gli operatori del settore primario;
la sede di un ente delle Nazioni Unite presso uno Stato membro assume un valore particolare per quel Paese che spesso rappresenta un partner privilegiato, sia da un punto di vista logistico, sia per il sentimento di vicinanza che si sviluppa tra la popolazione locale in favore dell’organizzazione in quanto tale e dell’ente nello specifico;
le lingue ufficiali di lavoro delle Nazioni Unite sono sei ovvero: inglese, francese, spagnolo, russo, cinese e arabo e, tuttavia, sarebbe opportuno che pubblicazioni e studi fossero disponibili anche nella lingua che ospita il quartier generale degli enti istituiti dagli organi principali –:
se il Governo non ritenga di assumere iniziative, per quanto di competenza, affinché le pubblicazioni, gli studi, le ricerche, i dossier vari, nonché che il sito dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e l’alimentazione con sede a Roma, possano essere redatti anche in lingua italiana. (4-16608)