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Calabria

Calabria, migranti; Pd: riprendere inchiesta su Cara Crotone

Bruno Bossio e Magorno: contesto allarmante, pesante violazione diritti umani
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di N&C

“Stamane a Roma, in qualità di componenti della Commissione parlamentare antimafia, abbiamo svolto un incontro con il presidente Rosy Bindi. Nel corso della riunione è stato esaminato il grave ed inquietante quadro indiziario emerso dall’indagine della Dda di Catanzaro sul Cara di Crotone”. È quanto si legge in una nota dei deputati calabresi Pd Enza Bruno Bossio e Ernesto Magorno. “I fatti oggetto dell’ordinanza emersa dalla Procura di Catanzaro delineano un contesto allarmante non soltanto perché emerge una pesante violazione dei diritti umani, ma perché – spiegano – vengono alla luce contaminazioni e pervasività di pesanti fenomeni di illegalità nella realtà sociale circostante. È stata espressa nello stesso incontro forte preoccupazione per le gravi intimidazioni e minacce di cui sono state fatte oggetto alcune troupe televisive ieri ad Isola Capo Rizzuto. È stato espresso, inoltre, apprezzamento per le dimissioni dei consiglieri comunali del Partito democratico di Isola Capo Rizzuto”. “Non vi è alcun dubbio che la determinazione e la professionalità di Gratteri e di tutti i suoi collaboratori rappresentano una certezza e una garanzia affinché l’indagine vada fino in fondo per svelare gli effetti di un sistema perverso che finora ha potuto godere probabilmente di copertura e impunità. Non è pletorico, però – proseguono i deputati Pd -, il compito che in questa fase è chiamata ad assolvere la stessa Commissione parlamentare antimafia, anche in coerenza con l’attività ispettiva e di ricerca finora svolta sul dramma dello sfruttamento mafioso del fenomeno dell’immigrazione”. “Nel recente passato, lo stesso Cara di Crotone è stato posto all’attenzione dei lavori della stessa Commissione bicamerale. Non è fuori luogo, dunque – concludono i deputati -, che la Commissione parlamentare antimafia riprenda tempestivamente un’attività di inchiesta per approfondire ed accertare eventuali responsabilità, anche di tipo istituzionale, che avrebbero potuto per negligenza o per dolo favorire che la mafia utilizzasse le risorse dello Stato destinate all’accoglienza come opportunità di affari e per il finanziamento delle organizzazioni criminali”.