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Periferie, Causin: “Bandi siano strutturali. Ridurre distanza tra cittadini e istituzioni”

Periferie, Causin: “Bandi siano strutturali. Ridurre distanza tra cittadini e istituzioni”
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di com/rog

“Il metodo utilizzato a Bologna per l’utilizzo del bando sulle periferie è quello giusto. Si parte da una conoscenza profonda del territorio, dei problemi, da una capacità di analisi, e poi si effettua una progettazione partecipata con il coinvolgimento di tutti gli enti e delle associazioni che rappresentano i cittadini. E’ questo il metodo giusto e dovrà essere messo a sistema” lo ha detto Andrea Causin, presidente della commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie, oggi a Bologna per il quarto tour della commissione, durante il suo intervento a un convegno su riqualificazione urbana e sicurezza a Bologna, insieme al sottosegretario Maria Elena Boschi e il sindaco di Bologna Virginio Merola. “Compito della commissione che presiedo sarà quella di offrire al Parlamento e al Governo un quadro di carattere generale ma anche linee di azione sul piano legislativo e di governo. L’approccio delle periferie, così come accaduto a Scampia, deve essere molto umile. Alle Vele siamo entrati in punta di piedi, senza spettacolarizzazione, senza telecamere, perché era giusto e doveroso fare così: dovevamo capire cosa significasse essere nati e cresciuti lì, certe cose non si risolvono con un selfie. La periferia non è quello che c’è al di là dell’anello centrale di una città”. 

“Procedendo con la nostra attività – ha aggiunto – abbiamo capito che le periferie sono luoghi che sono progressivamente diventati “non luoghi”, dove la qualità della vita e dei servizi sono di serie B, dove si va a dormire ma si preferisce non abitare nel vero senso della parola. Sono luoghi in cui lo Stato, progressivamente, per necessità, paura, per dimenticanza ha fatto un passo indietro ma quando lo Stato fa un passo indietro questi luoghi non è che sono inabitati, ci va qualcun altro al posto dello Stato. In alcune città del Sud abbiamo scoperto che ci sono luoghi che lo Stato ha abbandonato, dove sono cresciute marginalità, dove lo spaccio è diventato un lavoro normale, dove l’occupazione abusiva diventa l’unico modo per avere una casa, dove prolifera il commercio abusivo, dove si crea una altra economica che va a sostituire quella legale. Le periferie sono diventate così perché ci sono state cattive politiche o peggio perché non ci sono state politiche” ha spiegato. “Il bando periferie è stata una delle azioni più importanti di questo Governo ma i finanziamenti devono diventare strutturali e devono essere usati per finanziare non solo le cose e le case, ma anche per sostenere il lavoro sussidiario che tante persone fanno, associazioni e piccoli gruppi. Serve una strategia di lungo termine, non interventi spot. Mettere al centro dell’agenda politica il tema delle periferie da parte del governo, del parlamento dei comuni, significa agire non soltanto sulla distanza fisica che c’è tra la periferie ed il centro ma sulla distanza che c’è tra i cittadini e le istituzioni” ha concluso.