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Agroalimentare, Lavoro

Lavoro, Catania: le nuove imprese sono ‘rosa’. Soprattutto quelle dei servizi e agricole

Il presidente della Commissione Anticontraffazione: le donne vincono la crisi. Occorre parità
fonte: AGV NEWS/AGRICOLAE
di Agricolae

Ci troviamo in un periodo di trasformazione a causa della crisi, caratterizzato dalla contrazione del lavoro e dalla disoccupazione giovanile e femminile. In questa situazione di criticità, che rimane da risolvere, l’imprenditoria femminile ha saputo dare delle risposte importanti.” Così l’on. Mario Catania durante la conferenza “Inventarsi un lavoro. Imprenditoria femminile in tempo di crisi” tenutasi a Palazzo Montecitorio. In una situazione di questo tipo la reazione alla crisi e la crescita è venuta dal mondo femminile e dell’imprenditoria. Le donne stanno facendo più degli uomini in campo imprenditoriale, ha sottolineato Catania, come evidenziano i dati sulla creazione delle nuove imprese, nei quali le imprese femminili sono la maggioranza. Ci sta una voglia di misurarsi e mettersi alla prova che attualmente manca al mondo maschile.



Alcuni dati forniti da Unioncamere chiariscono come Molise, Basilicata e Abruzzo guidano le regioni a maggior numero di imprese femminili (tra il 26-28% sul totale delle imprese). I settori di maggior presenza sono i servizi (65% sul totale delle imprese femminili), Agricoltura, silvicoltura e pesca (17%), industria (12%). 

Sono oltre 35mila le nuove imprese avviate nell’ultimo anno dalle donne, ha concluso Catania, e rappresentano il 65% dell’incremento complessivo, rivelandosi anche le più giovani, multiculturali e predisposte all’innovazione.

“In un primo momento Roma e il Lazio hanno saputo resistere meglio alla crisi di altre regioni, ma in una seconda fase abbiamo subito pesantemente anche noi la crisi”. Queste le parole di Alberta Parissi (Camera di Commercio di Roma) intervenuta durante la conferenza sull’imprenditoria femminile in tempo di crisi.



Negli ultimi due anni abbiamo avuto un leggero miglioramento, ma siamo ancora molto lontani dalla situazione pre crisi del 2007. Le maggiori criticità sono la disoccupazione giovanile e femminile, le due categorie che più hanno subito gli effetti della crisi. 

Un dato estremamente significativo e grave, ha dichiarato la Parissi, è quello che pone l’Italia al secondo posto in Europa tra i paesi col livello più basso di occupazione femminile (48%), peggio di noi solo la Grecia. 

Le donne creano lavoro e valore, ma nonostante l’incremento e i buoni numeri dell’ultimo periodo, solo una impresa su cinque è a conduzione femminile. Serve dunque maggior coinvolgimento delle donne nel tessuto sociale e lavorativo, serve maggiore organizzazione e partecipazione perché dalle donne può venire un futuro migliore per Roma e per l’Italia.



Nel corso della conferenza sull’imprenditoria femminile in tempo di crisi, ha preso parola anche Maria Letizia Gardoni (Coldiretti Donne Impresa). 
L’imprenditoria agricola femminile sta dando risposte estremamente positive in questo momento di crisi. Bisogna però mettere in evidenza come solo il 24% delle top cariche siano a guida femminile, il che sottolinea una differenza di genere ancora molto grande. I settori nei quali si avverte maggiormente questa differenza sono economia e politica, basti pensare a come l’Italia non abbia ancora mai avuto una donna alla guida del paese. Una differenza di genere che ha riscontro anche su salari e cariche che penalizzano il mondo femminile, ed i dati non ci sono favorevoli, dimostrando come l’Italia si collochi al 117esimo posto su 144 paesi per l’accesso delle donne nel mercato del lavoro.



In un tale contesto, ha proseguito la Gardoni, risposte attive sono arrivate dall’imprenditoria agricola, che ha dimostrato capacità di guidare il cambiamento economico e sociale. Molte imprese e aziende non hanno saputo far fronte a questo momento di transizione, le donne però hanno saputo mettere in campo la loro genialità, l’innovazione e le loro capacità generatrici. 

218mila sono le donne che guidano imprese agricole in Italia, ha concluso la Gardoni, e che hanno saputo dimostrare un’alta creatività, oltre a capacità di saper investire ed avere coraggio.



La presenza delle scuole e degli studenti durante la conferenza di oggi è molto importante, perché il problema dell’imprenditoria è da metabolizzare già all’interno della scuola. Queste le parole di Maria Cristina Bertellini (Confindustria) che ha poi continuato il suo intervento: “L’imprenditoria è la spina dorsale del nostro paese, fornisce occupazione e lavoro, ma troppo spesso ce ne dimentichiamo quando dobbiamo creare poi leggi, dare sostegno o favorirla. 

È fondamentale che il mondo femminile creda in quello che fa, deve avere una forte consapevolezza del suo ruolo. Non si tratta di femminismo. La donna vuole lavorare e sa farlo, bisogna però aiutarla. L’Europa a tal proposito ci viene incontro, dandoci delle guide da seguire per instaurare delle politiche di conciliazione e aiutare le donne a fare. La pubblica amministrazione deve lavorare su questo, mancano servizi adeguati alle necessità della famiglia, come invece avviene in nord Europa. Le donne possiedono questa volontà imprenditoriale -ha concluso la Bertellini-, ma vanno aiutate da politiche di sostegno. Ci dobbiamo attivare tutti e la politica deve essere in prima linea.