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Giochi e Scommesse, Giochi

Giochi, Razzante: Poca chiarezza e inutili proclami. Come dimostra il caso delle “binary options”

L'esperto del settore e di antiriciclaggio: "Necessario ripensamento regole non solo per esigenze di gettito fiscale, serve anche testo unico delle norme nel nostro paese"
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di Redazione

“Sul gioco in Italia poca chiarezza e inutili proclami”, così il Prof. Ranieri Razzante, che nella passata legislatura ha lavorato, per la Commissione antimafia, alla stesura di bozze normative ed è ritenuto uno dei principali esperti nazionali sul tema. “Il legislatore si è orientato su norme vecchie, ancora non risistemate – afferma l’esperto – e continua ad incentrare l’attenzione sui (pur importanti) effetti negativi del gioco compulsivo, dimenticando innanzitutto la differenza tra gioco e non gioco, e senza conoscere a fondo la filiera dell’industria dei giochi in Italia, fatta di imprese che investono milioni di euro in sicurezza”. Premesso che vi è poca, anzi pochissima conoscenza delle caratteristiche del gioco a distanza in Italia (che, come noto agli addetti al settore, è in assoluto il canale di vendita più avanzato sotto i profili di tutela del giocatore e tracciabilità delle giocate, al punto da essere diventato punto di riferimento per lo sviluppo del canale on line di altri Paesi europei), il nostro regolatore dovrebbe aiutarci innanzitutto a spiegare ai consumatori non solo quali siano i vantaggi e le differenze con il gioco illegale, attività già in parte avviata, ma piuttosto spiegare che la malavita non è lo Stato, che regolamenta e vigila sul gioco legale attraverso l’AAMS e le altre autorità. Il vero problema è l’infiltrazione delle mafie nella catena legale dei giochi, dove può guadagnare di più che con le bische clandestine.

“Esempio classico e rilevante di come le recenti uscite sul tema siano fuori luogo – riprende Razzante, che è docente di Legislazione antiriciclaggio nell’Università di Bologna – sono le BINARY OPTIONS, prodotto che per normativa comunitaria viene inquadrato come strumento finanziario (nella fattispecie come “contratto derivato regolato in contanti”), ma che in Italia viene venduto con le stesse identiche caratteristiche di una scommessa. E visto che si parla di controlli sui conti di gioco, va rimarcato che i siti che offrono la possibilità di scommettere sulle opzioni binarie, al contrario dei siti di gioco che consentono di scommettere su altre tipologie di eventi, prevedono l’obbligo di apertura di un vero e proprio conto gioco senza tuttavia assumere, come accade per il gioco on line gestito da operatori di settore e AAMS, l’inserimento del codice fiscale e senza l’obbligo di invio di documento d’identità. Non sono poi previsti strumenti a tutela del gioco problematico quali l’autolimitazione e l’autoesclusione, che per legge sono invece previsti sui giochi on line; di contro prevedono invece, al pari dei siti di gioco tradizionali, bonus di vario genere a partire da quello di benvenuto, richiedono un deposito minimo ed una puntata minima, annoverano nei loro siti programmi di affiliazione e loyalty, utilizzando pertanto gli stessi identici strumenti di marketing dei concessionari di gioco”.

“A questo si aggiunga – continua ancora Razzante, che è altresì Direttore di Eris, un centro studi su sicurezza e terrorismo – che anche gli strumenti di comunicazione sono i medesimi: basti pensare che uno di questi operatori è sponsor della Juventus e pubblicizza on e off line senza dover nemmeno prevedere le diciture previste dal Ministro Balduzzi! Il tutto grazie ad una licenza Cipriota che consente inoltre di non pagare le tasse in Italia. È facile intuire che la sovrapposizione di strumenti e canali non può far altro che indurre in confusione il consumatore finale, che è convinto di aver a che fare con concessionari di gioco italiano, ignorando che i suoi soldi sono drenati verso il mercato estero. Necessita quindi, affermo senza tema di smentite, un ripensamento delle regole non solo per esigenze di gettito fiscale, ma – come vado dicendo da anni – di un testo unico delle norme sul gioco nel nostro paese”.