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Cultura: a Tarquinia tornano a suonare gli strumenti etruschi, romani, greci e celti

Con i concerti dell'Ensemble Mare Balticum (Svezia), John & Patrick Kenny (Scozia) e Ludi Scaenici (Italia)
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di com/onp

Gli antichi strumenti musicali di etruschi, romani, greci, celti e popolazioni scandinave , tornano a suonare a Tarquinia. Con i concerti dell’Ensemble Mare Balticum (Svezia), John & Patrick Kenny (Scozia) e Ludi Scaenici (Italia) tra gli altri, in programma venerdì 12 e sabato 13 maggio, entra nel vivo a Tarquinia (Vt) l’anteprima della mostra Archaeomusica – con corollario di performance e workshop – che approderà a Roma il prossimo autunno e costituisce il cuore dell’European Music Archaeology Project (EMAP). L’EMAP è un innovativo progetto scientifico e culturale ideato in Italia che nel 2012 ha vinto lo strand cultura più prestigioso dell’Unione europea e oggi è in grado di presentare gli esiti piuttosto interessanti, per non dire spettacolari, degli studi e delle ricostruzioni condotte fin qui. “Questi concerti – dice Emiliano Licastro, direttore artistico dell’Emap- sono un viaggio nel tempo che parte da Tarquinia per arrivare nel cuore delle antiche civiltà europee, tremila e più anni fa. Un percorso scientifico e artistico che ricostruisce antichi strumenti musicali per restituirci i suoni dei nostri avi. Grazie a un processo di studi e ricostruzioni unico nel suo genere per tecniche e conoscenze, possiamo oggi ammirare per la prima volta copie perfette – ed ascoltarne il suono – del carnyx celtico, del lituus etrusco, degli auloi greco-romani e di molti altri strumenti musicali un tempo diffusi in Europa. L’European Music Archaeology Project (EMAP) ce li ha restituiti dopo tre anni di intenso lavoro e ne ha affidato i suoni a musicisti di alto livello, in modo da esplorarne la gamma espressiva e impiegarli in una nuova dimensione creativa”. “L’archeologia e la filologia – conclude Licastro – hanno trascurato fino a poco tempo fa tutta una serie di informazioni e di reperti che sarebbero stati utili a ricostruire il paesaggio sonoro del mondo antico, il ruolo che aveva la musica e le forme che assumeva, i saperi impiegati nella costruzione degli strumenti e il loro impiego. Intrecciando diversi campi scientifici e artistici. L’EMAP nasce proprio con l’intento di squarciare questo silenzio che dura da millenni”.