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Esteri

Ue, Cdp: siamo primo utilizzatore fondi piano Juncker in Europa

Audizione al Senato dell’ad di Cassa Depositi e prestiti, Fabio Gallia
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di redazione

“Bene il piano Juncker dopo anni di solo austerità e rigore: tutte cose giuste. Ma il piano ha avuto merito di portare due parole nuove, e cioè investimenti e occupazione. Da solo non basta ma sta andando nel complesso bene”. Lo ha riferito l’ad e dg di Cassa Depositi e Prestiti, Fabio Gallia in audizione di fronte alla Commissione Ue del Senato. “Siamo il primo utilizzatore dei fondi Juncker in Europa. Abbiamo impegnato nel 2016, 5 miliardi attivando investimenti per 11 miliardi all’interno del piano” ha detto Gallia rispondendo alle sollecitazioni del presidente della commissione Vannino Chiti che ha chiesto lumi sui risultati prodotti dal piano Juncker. “A fronte di una crisi – ha detto Chiti – non affrontata in maniera tempestiva e che ha prodotto milioni di disoccupati, specie giovani”.

Cdp – ha riferito Gallia tratteggiando la missione della società fondata nel 1850 privatizzata nel 2003 e oggi primo investitore in Borsa italiana – ha 4 linee di business: infrastrutture, imprese, supporto delle aziende all’estero e immobiliare. “Siamo l’unico operatore finanziario che può investire nel lungo periodo . Anche laddove il mercato non si è ancora sviluppato o nei fallimenti di mercato: non parliamo di contributi a fondo perduto, ma per esempio investimenti in capitali per l’innovazione. Dove abbiamo messo parecchie risorse. Terza caratteristica, non siamo mai in competizione con banche o assicurazioni: siamo complementari rispetto a offerte e prodotti già riscontrabili sul mercato con questo riuscendo ad aggregare altre risorse italiane e internazionali. La quarta caratteristica è la nostra attenzione ambientale e al sociale” ha detto l’ad Gallia.

L’ad ha inoltre ricordato come Cassa Depositi e Prestiti non sia “una banca e non vogliamo diventarlo. Questo ci permette di avere la flessibilità per affrontare al meglio le sfide del futuro”. Nel 2009 Cdp – ha ricordato Gallia – “ha cominciato a guardare al mondo delle imprese fornendo liquidità al sistema”. Da fine 2015 è stato varato un piano quinquennale proprio in ragione della qualità di investitore di lungo periodo. “Alla fine del primo anno del piano, siamo in linea con gli obiettivi che ci siamo dati. L’impatto complessivo sull’economia è stato pari a 50 miliardi” ha riferito l’ad.